Il presidio
Pisa, il sindaco Conti chiede un incontro a Knaster: sconcerto dopo le parole di Corrado
Stupore a Palazzo Gambacorti. Il Pd: «Ora chiarezza da tutte le parti»
PISA. Stupore. Questa la reazione che esce da Palazzo Gambacorti, sede del Comune, dopo la conferenza stampa-fiume di Giuseppe Corrado. E forse anche più di stupore, ma si segue la linea diplomatica. Non si può dire che qualche critica da parte del presidente del Pisa non fosse stata prevista. Di recente c’erano stati segnali di disgelo, ma erano ancora fresche le polemiche roventi che si erano scatenate soprattutto sul caso-Arena.
Ma, probabilmente, non erano attesi attacchi in queste proporzioni. Dalle bocche del sindaco Michele Conti e dell’assessore Raffaele Latrofa, gli amministratori più in primo piano nelle vicende e nei rapporti con il club nerazzurro, non escono parole. Gli esponenti della giunta scelgono questa strada. Almeno per ora.
Non restano però a guardare. La prima reazione è quella di una richiesta di incontro, già partita, rivolta direttamente ad Alexander Knaster. Il sindaco vuole vederlo per un faccia a faccia, possibilmente chiarificatore. Knaster, non Corrado. Un cambio nelle strategie, e nelle relazioni, decisamente significativo. La giunta chiede un confronto con chi tiene i cordoni della borsa. E, di conseguenza, le redini dello sviluppo della società. A cominciare dalle grandi partite immobiliari dello stadio e del centro sportivo di Gagno.
Cosa dirà Conti a Knaster? Di sicuro il Comune mette sul tavolo della discussione la variante urbanistica per lo stadio fatta a tempi di record, ma anche quella per il centro sportivo. E rispedirà al mittente le critiche per l’Arena, soprattutto dopo che il Pisa, nelle sue priorità, aveva annunciato di mettere avanti proprio le strutture di Gagno rispetto allo stadio.
Intanto anche l’opposizione, con il Pd chiamato in causa per la giunta Filippeschi, si fa sentire. «La città e i tifosi devono poter capire cosa sta succedendo e cosa si intenda fare», dice il segretario comunale Andrea Ferrante. «Sulla vicenda dello stadio – prosegue – servono, da parte di tutti, parole chiare e impegni veri. Ma anche nei toni un forte senso di rispetto, senza sollevare polveroni o minacciare disimpegno. Non parteggeremo per nessuno nello scarica barile. Al Comune chiediamo cosa ha impedito finora di eseguire i lavori sul “curvino” finalmente disposti e cosa si intende fare per il futuro dell’Arena. Ma alla società è giusto chiedere quali reali intenzioni abbia in termini di investimento e quali soluzioni realistiche siano ipotizzate per lo stadio».
«Chiediamo sia attivato immediatamente – è la richiesta di Ferrante – un confronto pubblico, possibilmente anche attraverso una discussione in consiglio comunale. A questa discussione deve poter partecipare trasparentemente tutta la città, sottraendola a una dinamica Comune-Società che comincia a essere insopportabilmente caotica e fumosa».
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