Il presidio
Pisa, chi sono i due dirigenti della polizia richiamati per gestire la manifestazione del 2 marzo: corteo in città senza incidenti – Video
Il Reparto mobile schierato fuori dal centro cittadino: al lavoro tre profili che conoscono bene “la piazza” e che hanno fatto sì che tutto si svolgesse nella totale sicurezza e serenità
PISA. Una presenza discreta, quasi invisibile, quella delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri, che sabato 2 marzo hanno monitorato la manifestazione organizzata dalla Rete degli studenti medi insieme a collettivi studenteschi, sigle sindacali e diversi esponenti politici dei partiti di sinistra e di centrosinistra.
Il preavviso
A differenza di quanto era successo venerdì 23 febbraio, gli organizzatori hanno preavvisato la Questura di Pisa del corteo, comunicando anche il percorso che intendevano fare “contro bombe e manganelli”, come recitava uno degli striscioni in apertura del corteo. Che da piazza Vittorio Emanuele II, all’inizio sotto una pioggia battente, ha attraversato con diverse soste il cuore della città partendo da Corso Italia fino a toccare la prefettura, la questura e piazza dei Cavalieri che era stata vietata agli studenti nella manifestazione del 23, fermata in via San Frediano con gli scontri diventati un caso nazionale dopo che sono stati diffusi i video delle cariche degli agenti coinvolti contro i manifestanti, molti dei quali studenti minorenni. Una pagina che la città vuole dimenticare, come dimostra la manifestazione di sabato 2 marzo. Che si è conclusa, dopo più di tre ore, senza incidenti, grazie anche all’impegno di tutte le parti coinvolte.
Lo schieramento
Anche se non erano schierati come una settimana fa, in città sono arrivati agenti del Reparto mobile di Firenze, rimasto coinvolto nelle cariche contro gli studenti. Ma non erano lungo il percorso. Il reparto mobile è stato schierato in difesa di alcuni obiettivi sensibili, come il cimitero ebraico e la sinagoga, oltre che vicino al centro, come riserva, pronta a intervenire in caso di incidenti. Molti hanno avuto l’impressione che ci fosse anche un servizio d’ordine interno alla manifestazione per evitare che ci fossero deviazioni rispetto al percorso che era stato concordato. Il Dipartimento di pubblica sicurezza ha richiamato a Pisa, a dirigere l’ordine pubblico sabato 2 marzo, il primo dirigente Virgilio Russo che dal primo febbraio è in servizio alla questura di Lucca. Conosce bene le dinamiche della città e della “piazza”, avendo seguito le precedenti proteste degli studenti ma anche delle tifoserie. Richiamato a Pisa anche l’ex capo della Digos, Pietro Penta. Manifestazione seguita anche dal nuovo vicario della questura, Antonio Soluri, in servizio a Pisa da due giorni.
Manganellate: le indagini
Intanto vanno avanti le indagini sulle manganellate di una settimana fa. Sono sette i poliziotti che si sono auto-identificati come presenti in servizio in piazza lo scorso 23 febbraio a Pisa, informando quindi la procura, che sta indagando sulle cariche della polizia al corteo studentesco pro Palestina. Inoltre, già da lunedì 4 marzo la squadra mobile della questura potrebbe cominciare a sentire i primi testimoni. Così come procedono le indagini nei confronti di alcuni manifestanti (infiltrati dei centri sociali.
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