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Romeo Anconetani è “pisano” all’unanimità: approvata dal consiglio comunale la cittadinanza onoraria

Romeo Anconetani è “pisano” all’unanimità: approvata dal consiglio comunale la cittadinanza onoraria<br type="_moz" />

Nella delibera sono contenute le motivazioni del riconoscimento: le imprese con i nerazzurri, arrivati a conquistare l'undicesimo posto in serie A, ma anche il ruolo di comunicatore

28 novembre 2023
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Pisa Unanimità. Il consiglio comunale ha votato ieri il conferimento della cittadinanza onoraria a Romeo Anconetani. La proposta arrivava dalla giunta di Palazzo Gambacorti. Nello scorso settembre lo stesso riconoscimento era stato consegnato ai calciatori danesi Klaus Berggreen e Henrik Larsen, portati a Pisa proprio da Anconetani in due epoche diverse degli anni d’oro del calcio nerazzurro.

Romeo Anconetani era nato a Trieste il 27 ottobre 1922 ed è scomparso a Pisa il 3 novembre 1999. «Dirigente sportivo, giornalista e imprenditore italiano, è noto per essere stato patron del Pisa calcio dal 1978 al 1994 e definito il “Presidentissimo” del Pisa», così il ritratto in apertura dell’atto di giunta con la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria.

Il 27 dicembre 2022, al Teatro Verdi, era andato in scena un evento per commemorare i 100 anni dalla nascita di Romeo Anconetani, con la partecipazione di ex giocatori nerazzurri: lo spettacolo “Caro Romeo”, scritto e interpretato da Cristiano Militello e Ubaldo Pantani.

Nella delibera di giunta, dove sono contenute le motivazioni della proposta, si ripercorre l’epopea di Anconetani tra il 1978 e il 1994, quando «la formazione del Pisa arrivò a disputare sei campionati di serie A. Anconetani prendendo la squadra in C, in quattro stagioni riuscì a portarla sino alla massima categoria: centrò subito la promozione in cadetteria al suo primo anno di presidenza, nel 1978-1979, infine ottenne la A nel 1981-1982, dopo tredici anni dall’ultima apparizione nerazzurra nella massima serie. La stagione successiva il Pisa, sotto Anconetani, si guadagnò l’undicesimo posto finale, miglior risultato della sua storia nei campionati a girone unico; dall’anno dopo iniziò una lunga “altalena” tra la A e B, che si concluse nel campionato 1990-1991 con l’ultimo torneo in serie A. In questi anni Anconetani portò inoltre il Pisa, per la prima e fin qui unica volta, alle semifinali di Coppa Italia nell’edizione 1988-1989. La sua gestione si chiuse al termine dell’annata 1993-1994 quando, in poche settimane, la sconfitta nello spareggio salvezza contro l’Acireale determinò la retrocessione nerazzurra in serie C» e poi il fallimento del Pisa Sc. «Fu la fine di quella che è passata alla storia, per quanto concerne il calcio pisano, come “Era Anconetani”».

Anconetani portò a Pisa «calciatori già famosi a livello internazionale – si legge ancora – come Klaus Berggreen o la Scarpa d’oro della stagione 1981-1982 Wim Kieft e contribuì a lanciare allenatori come Mircea Lucescu. Curò poi rapporti internazionali tra il club nerazzurro e altre società estere, organizzando diverse amichevoli e tournée in tutto il mondo. Per due volte ottenne di partecipare con la sua squadra al Torneo Anglo-Italiano e acconsentì di far disputare a Pisa la fase finale di diverse edizioni della Mitropa Cup (che i nerazzurri vinsero per due volte, nel 1985 e nel 1988) , organizzando anche una speciale Supercoppa Mitropa».

La giunta mette in evidenza anche il ruolo di comunicatore innovativo con «un ruolo di rilievo nel panorama delle Tv private. La trasmissione condotta da Massimo Marini per 50 Canale, “Parliamo con Romeo”, fino al 1994 fu l’unico esempio di un presidente ospite, ma in realtà co-conduttore televisivo; Anconetani rispondeva in diretta alle telefonate dei tifosi, spesso istituendo veri e propri giochi a premi. La trasmissione fu per anni strumento di comunicazione tra il presidente e la tifoseria, arrivando a essere tra le più seguite della Toscana».

Un messaggio arriva da Adolfo Anconetani a nome della su famiglia: «Desidero ringraziare il sindaco, la giunta e tutto il consiglio di Pisa, dato che questo è il più bel regalo che sia stato fatto a mia madre per i suoi 100 anni. Auguro ai tifosi, alla città e alla proprietà i traguardi raggiunti negli anni trascorsi»l

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