Il Tirreno

Pisa

Sos sicurezza

Cascina: rapine, coltello alla gola e minacce: il baby bullo finisce in comunità

di Pietro Barghigiani
Cascina: rapine, coltello alla gola e minacce: il baby bullo finisce in comunità

I carabinieri sono andati a prenderlo a casa su disposizione del Tribunale dei minori. Il fratello si trova già in una struttura protetta: terrorizzavano i ragazzini

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Il fratello maggiore, ancora minorenne, è in comunità da mesi. Lunedì 11 settembre è toccato al fratellino, che da poco ha compiuto i 14 anni, varcare la soglia di una struttura in cui è stato spedito nell’esecuzione di una misura cautelare emessa dal Tribunale per i minori di Firenze.

Due fratelli turbolenti, italiani, che da tempo tra Cascina, Pisa e San Giuliano, si sono resi protagonisti di vandalismi, aggressioni e rapine ai danni di ragazzini incontrati in strada e trasformati in bersagli da taglieggiare. Quando le forze dell’ordine hanno capito che non si trattava di episodi isolati, ma di un vero e proprio sistema per spaventare e spadroneggiare sul territorio, hanno iniziato a compilare informative mirate in grado di mettere in evidenza la pericolosità sociale dei due.
Ieri mattina i carabinieri hanno bussato alla porta della residenza in cui vive con i genitori il più piccolo dei fratelli conosciuti per aver collezionato diverse denunce che spaziano dal bullismo alle rapinette per soldi e cellulari. Assalti consumati imponendo il terrore ai bersagli cercati o affrontati per caso.
In mano i militari avevano l’ordinanza del Tribunale per i minorenni con cui è stato imposto il trasferimento dell’adolescente in una comunità. Ma non quella in cui si trova il fratello maggiore, proprio per evitare che i due possano ricomporre un duo che, nonostante la giovanissima età, può già vantare diverse incursioni nel codice penale e nel tempo diventati faldoni sulle scrivanie della Procura minorile.

I genitori del ragazzo hanno nominato l’avvocato Andrea Di Giuliomaria che già segue il figlio maggiore. Sono le rapine ad aver inguaiato il minorenne cascinese.
Nel luglio scorso il ragazzo, dopo aver bullizzato di sera un coetaneo in zona piazza Gramsci si era imbattuto nel padre della sua vittima. Prima di poter tirare fuori un coltello e minacciarlo puntando la lama alla gola, il ragazzino era stato schiaffeggiato dal genitore corso in aiuto del figlio preso di mira. Sul posto era arrivato anche il padre del bullo e, tutti insieme, erano finiti in caserma. Uno dei tanti episodi che hanno convinto la Procura a chiedere e ottenere la misura cautelare del baby bullo che finora sembra non aver capito la gravità delle sue azioni. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La previsione

Meteo in Toscana, torna subito il maltempo: allerta in due province – La lista dei comuni a rischio

di Redazione web
Speciale Scuola 2030