Pisa, farmacista muore a 47 anni: il ricordo delle amiche
Enrica Favati abitava col marito e la figlia a Pappiana ma lavorava a Sant’Anna di Lucca
PISA. Il lavoro dei sogni dopo tanti anni di duro studio. Una figlia di 12 anni e un marito. E poi tanti sorrisi, una vita piena e tanti pensieri per gli altri. Enrica Favati era una donna speciale. I suoi 47 anni li aveva vissuti a pieno. E anche dopo la diagnosi della terribile malattia, risalente a un anno fa, aveva continuato a diffondere gioia e ottimismo a tutti. «Anche quando i medici non le hanno lasciato più molte speranze è rimasta la solita forza della natura facendo coraggio a tutti», dicono le amiche commosse per la morte della farmacista avvenuta l’altra mattina.
Lavorava alla farmacia Martinelli in via Vecchia Pisana a Sant’Anna di Lucca, ma era pisana. Di San Giuliano per l’esattezza. E col marito Alessandro Micheletta, poliziotto in pensione, si era trasferita ormai da tempo nella frazione di Pappiana. Una notizia tragica, quella della sua scomparsa, che ha destato commozione in tutte le persone che la conoscevano. E che la ricordano per quella sua espressione rilassata e appagata, nei momenti di serenità che lei cercava di prolungare il più possibile. «Ha lottato con una grinta sorprendente – aggiungono le amiche –. È stata un esempio per tutte noi».
Enrica Favati ha chiuso gli occhi circondata dai suoi familiari che non l’hanno mai lasciata sola. Il marito, la figlia. Ma anche la sorella Elena e il padre Paolo che l’hanno pianta così come hanno fatto per la madre della 47enne, scomparsa sette anni fa per la sua stessa malattia.
Dopo il decesso, la salma della farmacista è stata trasferita alle cappelline mortuarie della Pubblica assistenza di Isola Verde a Pisa dove, fin dall’inizio, sono arrivate tante persone per un ultimo saluto e il doveroso omaggio a una donna che non ha mai rinunciato a vivere, nonostante il duro verdetto. Oggi alle 15,30, sempre nei locali dell’associazione di volontariato pisana, è in programma una breve cerimonia di commiato per salutarla un’ultima volta e ripensare a tutte quelle circostanze in cui Enrica Favati ha dimostrato di voler rimanere attaccata alla propria vita.
A.Q.
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