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La ricostruzione

Pisa, l’agguato alla psichiatra filmato dalla videosorveglianza: «Cambio di scarpe per scappare meglio»

di Pietro Barghigiani
Pisa, l’agguato alla psichiatra filmato dalla videosorveglianza: «Cambio di scarpe per scappare meglio»

Le immagini immortalano l’intera fase dell’aggressione e anche quella preparatoria

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PISA. Le immagini immortalano l’intera fase dell’aggressione e anche quella preparatoria: una sequenza di rara brutalità. E la «conseguente inequivocabile volontà omicida dell’aggressore il quale sorprende la vittima alle spalle e infierisce sulla stessa con almeno dieci colpi al capo» scrive la Procura nel decreto di fermo di Gianluca Paul Seung.

«Non solo dalle immagini emerge con chiarezza l’abbigliamento indossato dall’aggressore rappresentato da scarpe da ginnastica di colore rosso, mascherina chirurgica gialla a coprire il viso, copricapo con copertura delle orecchie di colore variopinto, pantaloni e giubbotto di colore scuro, nonché la presenza di uno zaino scuro» dettagliano gli inquirenti.

Al di là dei filmati che inquadrano, per l’accusa, Seung prima e dopo l’aggressione mortale delle 17. 53 di venerdì, l’altro elemento forte è la testimonianza di un’addetta alle pulizie che il giorno prima aveva incrociato il 34enne che al citofono chiedeva della dottoressa Capovani. Un comportamento di evidente agitazione che aveva trasformato l’uomo in un soggetto più notabile di quelli che di solito frequentano la struttura. «La descrizione dell’uomo in questione consentiva a una collega della Capovani – prosegue la Procura – informata in merito, di risalire a un paziente, tale Seung Gianluca Paul che nel 2019 era stato valutato e dimesso dalla dottoressa Capovani. Trattandosi di soggetto con precedenti penali e di polizia per numerosi e reiterati reati di indole violenta – peraltro anche di una precedente aggressione a un altro psichiatra a Viareggio ne 2012 quando Seung sfregiava il volto del curante, cagionandogli lesioni di 25 giorni – veniva sentito il medico dell’Ufsma della Versilia che conosceva la storia clinica e giudiziaria dell’uomo».


L’elemento del Tso nel novembre 2019 con la lettera di dimissioni di Seung firmata dalla Capovani ha consentito di collegare vittima e presunto omicida.

Secondo gli inquirenti è possibile riconoscere l’aggravante della premeditazione non solo per il sopralluogo del giovedì da parte del 34enne di Torre del Lago. Il suo preoccuparsi di occultare il viso con la mascherina e il cambio di scarpe per muoversi con più facilità sono altri tasselli contro Seung.

«Ai fini della premeditazione si evidenzia che dalle immagini raccolte prima dell’aggressione – scrivono i magistrati – egli viene immortalato in via Diotisalvi mentre indossa lo zaino, lo stesso abbigliamento, ma con scarpe di tipo e colore completamente diverso a conferma del fatto che gli aveva predisposto un cambio con scarpe più comode che gli avrebbero reso la fuga più celere. Giunto sul luogo del delitto lo stesso ha già cambiato le scarpe e viene colto in attesa dell’arrivo della vittima. Immediatamente dopo la commissione del fatto, i video consentono di identificare l’uomo in via Cimabue e a volto scoperto con in mano lo zaino, il cappello e le scarpe rosse indossate. Successivamente, pochi secondi dopo, percorrendo via Diotisalvi le immagini immortalano l’uomo inserire il cappello nello zaino e a volto scoperto cammina in direzione della stazione di San Rossore». Torna a casa in treno, lo stesso mezzo con cui era arrivato, dopo aver compiuto una delle missioni deliranti di cui si sentiva investito. L’ultima e la più tragica.

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