Pisa, la psichiatra uccisa stava organizzando un convegno sulla sicurezza dei sanitari
L’iniziativa avviata da mesi in collaborazione con la Procura pisana e l’Ordine degli avvocati
PISA. Barbara Capovani stava lavorando all’organizzazione di un convegno sulla sicurezza degli operatori sanitari e, più in generale, su tutto quello che ruota tra malattia mentale e codice penale.
Un’iniziativa portata avanti con il consiglio dell’Ordine degli avvocati e un magistrato della Procura. Il tema su cui la psichiatra era impegnata da un paio di mesi per mettere insieme relatori e argomenti era: “La capacità/incapacità, responsabilità penale, Rems e misure di sicurezza”. Un obiettivo che stava a cuore alla dottoressa vanificato dall’aggressione mortale di venerdì. Quello che era un pericolo da cui guardarsi, invocando regole e mezzi più stringenti, alla fine è diventato il simbolo di una categoria esposta alla più completa vulnerabilità.
Le indagini
Coordinate dal procuratore reggente Giovanni Porpora e assegnate al sostituto Lydia Pagnini, le indagini vanno avanti per ricostruire le mosse di Gianluca Paul Seung prima e dopo l’agguato all’esterno dell’edificio 3 del Santa Chiara dove era stato ricoverato nel 2019. Un psichiatra dell’ospedale Versilia è stato sentito come persona informata sui fatti e ha riferito degli innumerevoli episodi che avevano visto l’arrestato protagonista di attacchi e offese al personale sanitario. Una testimonianza utile per consolidare il contesto in cui il 34enne di Torre del Lago aveva maturato il suo odio verso la psichiatria ufficiale.
L’autopsia
Anche se la cartella clinica è chiara nel descrivere le cause del decesso della dottoressa dovuto alle lesioni alla testa, la Procura ha disposto l’autopsia. Un passaggio necessario per definire gli atti d’accusa da contestare all’indagato: l’omicidio premeditato.
L’arma del delitto
Gli investigatori della squadra mobile guidati da Fabrizio Valerio Nocita stanno ancora cercando lo zaino di Seung e l’oggetto con cui ha massacrato la dottoressa. Anche su questo aspetto il ritrovamento è finalizzato a completare un quadro che con le immagini della videosorveglianza e una testimone oculare che ha riconosciuto il 34enne viene definito dal procuratore Porpora «sicuro al cento per cento» sulla responsabilità dell’arrestato.
L’interrogatorio
Assistito dagli avvocati Andrea Pieri di Pisa e Gabriele Parrini di Viareggio, Seung -rimasto in silenzio fin dall’arresto - ha incontrato in carcere i difensori. «Vedremo le carte e poi decideremo cosa fare» spiega Pieri. Domani alle 10 è prevista la convalida dell’arresto davanti al gip Nunzia Castellanol
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