Toscana
Tasse “congelate” e agevolazioni nel bilancio dell’Università
La scelta di Zucchi: «Sostenere gli studenti»
PISA. Lo aveva promesso in campagna elettorale. E la promessa l’ha mantenuta nonostante le difficoltà di un conto economico alle prese con spese “esplose” per le bollette energetiche e non solo. Il primo bilancio del nuovo rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, non prevede aumenti di tasse per gli studenti. E non è l’unica buona notizia: resta significativo l’impegno sul fronte egli investimenti sugli immobili (da acquistare, realizzare ex novo o di proprietà), viene incrementato il fondo a disposizione dei dipartimenti per assicurarne il funzionamento, potenziati gli investimenti in materia di sicurezza, si procederà – sulla base del piano del personale 2022 – a oltre 200 assunzioni tra personale docente e tecnoco-amministrativo.
I numeri
«I proventi operativi (le entrate, ndr) previsti ammontano complessivamente a 359.155.463 euro – si legge nella relazione di bilancio preventivo – e sono rappresentati, per circa il 66,19%, dal Fondo di Finanziamento Ordinario che si conferma, anche per il 2023, la maggiore fonte di finanziamento dell’Università di Pisa». Una parte delle risorse arriva, ovviamente, da tasse e contributi per corsi di laurea e laurea specialistica, ma per un percentuale contenuta pari al 12,27% delle entrate. Di contro i costi operativi calcolato nel bilancio di previsione 2023 sono pari a 345.728.425 euro «e sono in aumento rispetto all’esercizio 2022 di 13.161.163 – si legge ancora nel documento contabile – Tale aumento è da ricondursi, principalmente, al consistente aumento dei costi di personale (10.091.841 euro) e degli oneri di ammortamento (2.091.225 euro)».
Gli studenti
«La decisione di lasciare invariata la contribuzione per l’anno 2023, non è dettata soltanto dalla coerenza con gli impegni assunti in fase pre-elettorale – scrive nella relazione introduttiva al bilancio il rettore Zucchi – ma vuole essere un’azione tangibile del sostegno agli studenti, nonostante i vincoli di bilancio. Tutte le politiche di intervento sono state definite, pertanto, senza utilizzare la leva della contribuzione studentesca e riconoscendo, già a partire dall’anno accademico 2022/2023, un’ulteriore riduzione di tale contribuzione nei confronti degli studenti Dsa (con disturbi specifici dell’apprendimento, ndr) e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni». Dagli studenti e dalle loro famiglie nel corso del 2023 dovrebbero arrivare all’ateneo qualche cosa come 44.081.160 euro. Il calcolo tiene conto dell’importo massimo del contributo annuale onnicomprensivo per gli studenti regolari pari a 2.400 stabilito lo scorso anno e delle modifiche normative in relazione alle soglie di esenzione per le tasse universitarie in base all’Isee. A livello nazionale la “soglia no-tax è compresa tra 20 e 22mila euro. «Per l’anno accademico corrente, il regolamento sulla contribuzione studenti ha confermato la soglia della no-tax area a 26.000 euro, le riduzioni previste in funzione dell’Isee del nucleo familiare di appartenenza dello studente e le maggiorazioni determinate in relazione al numero di anni d’iscrizione e all’inattività. Anche i criteri di attribuzione del merito e la relativa riduzione, pari a 200 euro, sono rimasti invariati. È stato, inoltre, introdotto l’esonero parziale del 20% del contributo onnicomprensivo annuale previsto per gli studenti regolari, sia per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), che per gli studenti dipendenti delle pubbliche amministrazioni».
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