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Paolicchi spegne il forno dopo 60 anni, chiude l’ultimo panettiere di Marina di Pisa

L’attività in via Milazzo è stata un’istituzione del paese. Il titolare: «Nessuno vuole andare avanti»


22 giugno 2022 Roberta Galli


PISA. «Io mi fermo qui. Dopo sessant’anni di lavoro, purtroppo non ho trovato nessuno che volesse portare avanti la mia attività. I miei figli hanno imboccato da tempo strade diverse, ed io non me la sono sentita di intraprendere una nuova stagione estiva contando solo sulle mie forze». A parlare è Maurizio Paolicchi, 72 anni, fino a pochi giorni fa l’ultimo panificatore rimasto in attività a Marina di Pisa.

Il suo forno, un punto di riferimento per la comunità del litorale, ha chiuso i battenti da poco, Paolicchi sta smantellando quella che è stata la sua "casa", in via Milazzo 90, per mezzo secolo ed oltre.

«La tristezza c’è, non lo nego - afferma l’artigiano - come i tanti ricordi, ma ad un certo punto nella vita bisogna fare delle scelte e così ho deciso di fermarmi e di andare definitivamente in pensione».

Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno sulla comunità di Marina, dove tutti si conoscono e ancora ci si saluta cordialmente per le strade. Maurizio Paolicchi era rimasto, infatti, l’unico panetterie in attività nella frazione balneare, ma nessuno ha voluto raccogliere il suo testimone. Dal suo forno, che serviva negozi al dettaglio, ma anche ristoranti della zona e non solo, ogni giorno uscivano prodotti di qualità, dai pani di ogni forma e con ingredienti diversi, fino alle torte, con la frutta di stagione, con la pasta frolla e la crema fatte ancora come una volta, con le uova, lo zucchero e il burro di primissima qualità, e la torta coi bischeri, il suo cavallo di battaglia.

«Ho portato avanti il mio lavoro con tantissima passione - afferma Paolicchi - senza contare il sacrificio, enorme. Ho lavorato anche dodici ore al giorno, ma sempre con il sorriso sulle labbra, perché facevo veramente qualcosa che mi piaceva. Anche durante il periodo del Covid, con tutte le attività legate alla ristorazione ferme non è stato facile, ma siamo riusciti a lasciarci il peggio alle spalle».

La storia di Maurizio Paolicchi è legata a filo doppio al suo forno. Erano panificatori babbo Silvano e mamma Annamaria, lo erano anche i nonni paterni e il suo fratello più piccolo. «Non nego che la decisione di mio fratello di cambiare vita - afferma Maurizio - abbia avuto il suo peso, mi sono ritrovato a lavorare da solo; gli anni passano per tutti e non è semplice stare ore e ore in piedi a gestire un’attività in proprio, quando non sei più giovane». Paolicchi, marinese doc, è un figlio d’arte che ha imparato il mestiere sul campo guardando lavorare i genitori. «Avevo nove anni - ricorda - è già davo una mano al forno. Un tempo si cresceva così. Ho imparato da loro tutti i segreti dell’arte bianca, ma ho anche studiato e mi sono iscritto alla facoltà di Architettura. Poi, a 23 anni ho deciso definitivamente che il mio posto era qui, in via Milazzo, ed ho ripreso la mia avventura imprenditoriale insieme ai miei familiari. Mi sono sposato. Anche mia moglie Lucia mi ha dato, e mi dà una mano, con una sua rivendita, adesso trasformata in una alimentari».

Maurizio Paolicchi è stato un panettiere a 360 gradi, ma anche un abile pasticcere. «Diciamo che ero un creatore di dolci - afferma sorridendo - e mi sono divertito tantissimo a sfornare torte che i miei clienti negli anni hanno gradito».Ed adesso che andrà in pensione e avrà tanto tempo libero che cosa pensa di fare? «Sicuramente dare una mano a mia moglie - conclude l’imprenditore - che ancora tira avanti il suo negozio a due passi dal forno e poi magari andare a trovare più spesso nostra figlia Simona che vive a Bali da diversi anni. Lei, laggiù, gestisce un paio di ristoranti e la sua pizza è tra le più apprezzate in tutta l’Indonesia».

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