Percy Bysshe Shelley, uno dei più celebri poeti romantici in terra di Toscana
Convegno di studi domenica 5 giugno nel salone dello Zodiaco alla villa di Corliano. L'evento coordinato da Riccardo Roni e Angelo Chiantelli
SAN GIULIANO. A duecento anni dalla morte di Percy Bysshe Shelley, un convegno ricorderà, domenica 5 giugno, nel prestigioso salone dello zodiaco della Villa di Corliano a San Giuliano Terme, la figura e l’opera del grande romantico.
L’iniziativa, organizzata con il coordinamento scientifico di Riccardo Roni e Angelo Chiantelli, grazie alla concessione della villa a favore della Rotary Foundation e al contributo del Rotary Club Pisa Pacinotti e della sezione lucchese della Società Filosofica Italiana, con la partecipazione di studiosi accademici, esaminerà aspetti specifici della molteplice produzione letteraria di Percy Bysshe Shelley, spaziando anche sulle sue implicazioni filosofiche e politiche.
Le sei sezioni del convegno, a cui interverranno Giovanni Ranieri Fascetti, Franco Pocci, Simona Beccone, Paolo Bugliani, Stefano Bucciarelli, Anna Vittoria Bertuccelli Migliorini e Carla Sanguineti, saranno introdotte da ricercati brani da camera composti proprio su testi poetici di Shelley, interpretati dal soprano Paola Massoni, accompagnata al pianoforte dal maestro Stefano Adabbo.
Centrale sarà il riferimento alla Toscana, dove gli Shelley trascorsero il maggior periodo del loro soggiorno italiano, iniziato nel marzo 1818 a Livorno e proseguito nel 1819 e 1820 alla Villa Valsovano dei De Lacey, ricordati nel capitolo sedici del romanzo, dove il personaggio del romanzo ebbe modo di imparare a leggere, scrivere e conoscere la storia e in cui ebbero modo di incontrare più volte Mary James Reveley Gisborne, che aveva allattato Mary Shelley, nata Godwin, orfana alla nascita della madre, e il suo “fratello di latte” Willy Reveley, studente all’Università di Pisa.
Sui percorsi classici del grand tour, da Milano a Venezia, a Roma, a Napoli, al netto dei continui drammi che occorreranno nei febbrili, tormentati e creativi itinerari italiani - afflitti tra l’altro dalla morte dei due piccoli figli che li avevano accompagnati e allietati dalla nascita nel capoluogo toscano di Percy Florence -, la Toscana fu la meta privilegiata e infine, dalla seconda metà del 1819, la regione di residenza della coppia, tra Livorno, Firenze e soprattutto Pisa. Qui Percy e Mary chiamarono a raccolta gli Anglo-Italians della città universitaria, animando il “Pisan Circle”. Furono con loro Edward e Jane Williams, Leigh Hunt, Edward John Trelawny, compagni di poesia e di avventure. Alternativa gradevolmente frequentata da Percy e Mary era proprio quella di Bagni di Pisa.
In Toscana furono composte le opere destinata a maggior fama e, tra queste, Prometeo liberato, il dramma lirico la cui vicenda si intreccerà con le speranze di liberazione di un intero secolo.
Nell’ultimo periodo la coppia si trasferì in Liguria, a casa Magni, una isolata villa sul mare di San Terenzo. È allora che Percy acquistò a Genova la goletta del viaggio fatale, compiuto di ritorno da Livorno. Un naufragio pose fine alla sua esistenza ed il suo corpo fu restituito dal mare il 18 luglio 1822, dieci giorni dopo la sua morte, sulla spiaggia di Viareggio. Qui, sul suo rogo, sorse e si alimentò il mito di colui che Carducci e D’Annunzio avrebbero cantato.
Il convegno è a ingresso gratuito. Per informazioni logistiche rivolgersi al B&B Relais dell’Ussero (Emiliano Ipsaro), tel. 351.5150431331 – 050818193 oppure scrivere a segretario@rotarypisapacinotti.it
