pisa
cronaca

Il caso Camp Darby, vaccinati ma non riconosciuti

Il personale è coperto dal siero, ma non ha il Green pass perché le regole Usa non lo prevedono. Respinti in bar e ristoranti


12 agosto 2021 Danilo Renzullo


PISA. Il loro Green pass si chiama “Covid-19 vaccination record card”. Nome e grafica diversi, ma sostanza identica. Il certificato di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 rilasciato dagli Stati Uniti tiene però in “ostaggio” il personale civile e militare impiegato nella base militare di Camp Darby.

Oltre 1.300 persone, tra soldati, amministrativi e familiari con cittadinanza statunitense che nei mesi scorsi hanno completato il ciclo vaccinale promosso dal governo americano, da una settimana sono “prigionieri” della burocrazia e dal mancato riconoscimento del tesserino vaccinale Usa. Impossibilitate a partecipare ad eventi, a consumare un pasto in un bar o in un ristorante e a partecipare alle attività per le quali il governo italiano ha previsto l'obbligo della certificazione di avvenuta vaccinazione, di guarigione dal Covid o della recente effettuazione di un tampone (negativo). Quella rilasciata dai Centers for disease control and prevention (Cdc), organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti che fa parte del Dipartimento della salute e dei servizi umani, seppur equiparata dal ministero della Salute italiano al Green pass, nella maggior parte dei casi non è riconosciuta. Il primo alt è arrivato la scorsa settimana durante il tradizionale appuntamento estivo “Effetto Venezia” di Livorno, dove nonostante i tentativi di convincere gli addetti ai controlli della validità delle certificazioni, un gruppo di dipendenti statunitensi dell'enclave a stelle e strisce è stato respinto. Pochi giorni dopo, alcune famiglie hanno dovuto rinunciare ad una cena in un ristorante pisano. Decine di ingressi rifiutati che hanno spinto il comando della United States Army Garrison Italy, la guarnigione di cui fa parte Camp Darby, a lanciare un appello agli esercenti e agli organizzatori di eventi: «Il ministero della Salute ha chiarito che le certificazioni vaccinali rilasciate dalle autorità sanitarie degli Stati Uniti sono equivalenti al Green Pass e quindi valide per gli usi previsti in Italia, consentendo il libero accesso ai servizi per i quali è richiesto il certificato verde europeo».

«Da quando in Italia è entrato in vigore l’obbligo del Green pass, gli americani delle basi militari di Camp Darby e della Caserma Ederle di Vicenza (di cui l'installazione militare che sorge tra Pisa e Livorno è satellite, ndr), sono alle prese con una situazione unica - sottolinea il comando -. Impossibilitati a scaricare il Green Pass, si trovano nella necessità di dover dimostrare ogni volta che il certificato vaccinale emesso dalle autorità sanitarie statunitensi è equipollente alla certificazione italiana». Nella base di Camp Darby risulta vaccinato oltre il 90 per cento del personale statunitense e delle rispettive famiglie, compresi i minori (dai 12 anni), che si sono sottoposti mesi fa alla campagna promossa dal governo americano che ha messo a disposizione dosi (vaccino Moderna) e personale per le somministrazioni. Per superare l'impasse, i vertici dell'esercito statunitense stanno lavorando con l'ambasciata Usa a Roma per valutare le modalità per il rilascio del Green pass ai cittadini statunitensi che hanno effettuato la vaccinazione negli Stati Uniti o nelle basi americane all’estero. «Siamo utenti di beni e servizi italiani, perché la maggior parte dei nostri militari e delle loro famiglie vivono immersi nelle comunità locali – sottolinea il colonnello Matthew Gomlak, comandante della guarnigione –. Abbiamo ottimi rapporti con i commercianti del territorio e sappiamo che sono interessati a mantenere il legame con la clientela statunitense. Ci auguriamo che la progressiva familiarizzazione con il tesserino Cdc come prova di vaccinazione consentirà al nostro personale di accedere ai servizi richiesti e, nel contempo, ci permetterà di continuare a supportare le attività locali durante le sfide economiche poste dalla pandemia».

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.