Il Tirreno

Pisa

I consulenti del Tribunale: «Ruggiero era capace di intendere e volere»

I consulenti del Tribunale: «Ruggiero era capace di intendere e volere»

Ex maresciallo della 46esima brigata aerea sotto processo per omicidio volontario 

29 aprile 2021
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pisa. «Quando ha sparato Ruggiero era capace di intendere e volere».

È la conclusione della perizia disposta dal presidente della Corte d’Assise nel processo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione a carico di Francesco Ruggiero, 49 anni, maresciallo dell’aeronautica, per anni in servizio nella 46esima Brigata Aerea di Pisa. Il sottufficiale è in carcere dal giorno del delitto, 11 marzo 2019, dopo aver ucciso a Cadimare (La Spezia) Vincenzo D’Aprile, marito di quella che era stata la sua compagna.

Secondo i periti, Gabriele Rocca e Pietro Ciliberti, rispettivamente professore di Psicopatologia forense all’Università di Genova e direttore di Salute Mentale della Asl3 spezzina, l’imputato ha «dimostrato piena consapevolezza del disvalore delle sue azioni e le ha giustificate in quanto eventi sfuggiti al controllo. Se vi fosse stata una reazione abnorme di matrice psicopatologica si sarebbe tradotta in vuoti della memoria. Ruggiero, invece, ricostruisce la dinamica con lucidità, senza confusione, neppure nelle fasi più delicate dell’omicidio. Non poteva accettare il fatto che Nicoletta volesse abbandonarlo o comunque seguire il marito, dopo tutti i sacrifici fatti. L’ira si autoalimenta e cresce nelle sequenze iniziali: gli sms dei giorni precedenti, la ricerca di Nicoletta nel cortile, il noleggio dell’auto, il pedinamento, la scena finale».

Secondo la perizia presentata dalla difesa, avvocati Maria Concetta Gugliotta e Alberto Marchesi, e sottoscritta dal professor Pietro Pietrini, il maresciallo non era capace di intendere e volere al momento del fatto.

Il professor Pietrini, nella sua lunga audizione aveva ripercorso dettagliatamente la storia del maresciallo dell’Aeronautica, con particolare attenzione al periodo della relazione sentimentale con Nicoletta Novelli, mettendo in evidenza i comportamenti patologici dell’imputato nel corso del tempo acuiti dal legame di codipendenza patologica con la ex moglie di D'Aprile. Pietrini aveva evidenziato che Ruggiero sarebbe affetto da un grave disturbo di personalità. Una malattia che si sarebbe espressa patologicamente in

interazione con i racconti di continua violenza e paura per la propria incolumità e anche della ex moglie di D’Aprile. Prossima udienza l’11 maggio. —

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