Sinistra Civica Ecologista boom del 10% in città e uno sguardo sul futuro
Fontanelli allontana il rammarico per il seggio in consiglio regionale «La nostra lista fatta di valori e di una personalità come Malacarne»
la sorpresa
«La nostra lista si è presentata alle elezioni regionali con due obiettivi. Uno: contribuire alla vittoria del centrosinistra, unica alternativa ad un centrodestra che ritenevamo fortemente dannoso e per certi versi pericoloso. Due: spostare quanto più possibile “a sinistra” l’asse politico del centrosinistra, in particolare su ambiente ed infrastrutture, sanità e sicurezza sociale, lavoro, scuola, diritti», scrive in un post Paolo Malacarne, quasi 5.500 preferenze, capolista di Sinistra Civica Ecologista, primario di Rianimazione. Obiettivi centrati per la sorpresa, forse l’unica, della tornata elettorale. Con il rammarico di non aver preso un seggio in consiglio regionale per una manciata di decimali. A Pisa, con portavoce l’ex sindaco Paolo Fontanelli, la lista ha superato il 10%: seconda forza della coalizione di centrosinistra. Numeri che per il nuovo governatore Eugenio Giani valgono comunque un posto nella giunta regionale. C’è chi spera in Malacarne assessore alla sanità, mentre il nome che rimbalza da Firenze è quello dell’ex consigliera regionale Serena Spinelli, già Pd, poi Articolo Uno, poi Gruppo Misto.
La partenza di questa formazione avvenne un anno fa con l’appello di “Toscana2020aSinistra” «centrato sulla necessità di arginare la destra e sollecitare qualcosa di nuovo e unitario a sinistra», ricorda Fontanelli, che sottolinea: «Ma una parte della sinistra più radicale ed anche i verdi non ne hanno voluto sapere. Mentre hanno partecipato al progetto Articolo Uno e Civici. E va ricordato che anche da parte del Pd, nei suoi vertici regionali, non vi è stata molta simpatia verso questo progetto».
Il risultato di Pisa dice già qualcosa anche in ottica elezioni comunali del 2023. «A Pisa in particolare - spiega Fontanelli - siamo riusciti a mettere su una squadra di candidati qualificata ed incisiva perché corrispondeva ai valori scritti sul simbolo della lista, e forte perché guidata da una persona molto apprezzata sul piano professionale e umano come Paolo Malacarne. Il messaggio di queste candidature era quello delle competenze, della novità e del rinnovamento». Si tratta ora di capire in cosa tradurre questi numeri. «Non saprei dire ora dove porterà questa esperienza, chi la raccoglierà e chi riuscirà a farla vivere - dice l’ex sindaco -. Probabilmente ne discuteremo in una prossima assemblea».
Malacarne guarda alle prospettive della sinistra non nascondendo un certo rammarico: «Leggendo i programmi della nostra lista, di quella dei Verdi e di quella di Toscana a Sinistra di Fattori non sono riuscito a trovare elementi insormontabili di divisione sulle principali questioni regionali. So che non si dovrebbe fare, ma sommando i voti delle tre liste suddette saremmo arrivati al 7-8%, con possibilità non solo di dare voce alla sinistra in consiglio, ma verosimilmente anche di poter “condizionare” l’operato della maggioranza e della giunta regionale. Da questa esperienza imparo che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la sinistra deve fare l’interesse della sanità pubblica, dell’ambiente vivibile, della sostenibilità ecologica delle infrastrutture e non, perdonate, l’interesse dei propri simboli di lista». —
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