Un plebiscito per il taglio dei parlamentari
Stravince il Sì con il 67,11 %. Orciano Pisano il comune con la percentuale più alta. A Calci il No ha raccolto i maggiori consensi
pisa
Due pisani su tre in provincia hanno votato Sì al referendum confermativo che riduce il numero dei parlamentari. Un risultato in linea con il dato nazionale: 67,11 per cento il dato locale a fronte di un 69,6 per cento a livello italiano.
Un plebiscito arrivato dopo una campagna per il No diffusa e prolungata anche da quei partiti che avevano votato la riforma costituzionale per una cura “dimagrante” dei due rami del parlamento.
L’elettorato non li ha seguiti e il distacco netto tra le due opzioni lo dimostra in tutta la sua evidenza aritmetica.
Nelle curiosità che emergono nelle pieghe dei numeri il comune dove l’appoggio al Sì è stato più ampio è quello di Orciano Pisano con il 75,8 per cento. Quello, invece, dove il No ha avuto il suo fronte più rappresentato Calci con il 42,44 per cento. Il Sì è arrivato al 57, 56. Nessun comune ha visto prevalere la mancata conferma della legge.
I numeri provinciali
Il dato provinciale è stato del 67,11 per cento (145.825) per il Sì e 32,89 per cento (71.479) per il No.
Nel comune capoluogo di Pisa il Sì è arrivato al 67,02 per cento; a Pontedera al 69,3 per cento; a Cascina, 71,6 e a San Giuliano Terme, 69,2.
Il primato dell’affluenza maggiore (76,4 per cento) va ancora a Orciano Pisano, quella più bassa (62,2) a Santa Maria a Monte.
Cosa succede ora
Il numero dei deputati passa dagli attuali 630 a 400, quello dei senatori eletti da 315 a 200, inclusi i parlamentari eletti all’estero (8 deputati contro gli attuali 12 e 4 senatori contro gli attuali 6).
La legge è in vigore, ma non operativa: nel senso che se si andasse a votare domani i cittadini sarebbero chiamati a eleggere 630 deputati e 315 senatori. La legge sarà operativa non prima di 60 giorni dall’entrata in vigore: i tempi tecnici per il ridisegno dei collegi.
Nuova legge elettorale
Al di là di questo aspetto — tecnico — ce n’è uno più politico: quello legato alla riforma della legge elettorale, che dovrebbe ora essere messa in cantiere in tempi rapidi. Il ridisegno dei collegi potrebbe avvenire dunque dopo il varo di una nuova legge elettorale. L’attuale parlamento resta pienamente legittimo, e la sua «formazione» non cambia. E né nell’attuale Parlamento, né nel prossimo, cambieranno le funzioni delle due Camere: il bicameralismo italiano resta, al netto di future e al momento imprevedibili riforme costituzionali, “perfetto”.
La rappresentatività
Dopo il ridisegno dei collegi, in ogni caso, Camera e Senato saranno ridotte di poco più di un terzo. Oggi c’è un deputato ogni 96 mila abitanti, con il taglio ce ne sarà uno per 151 mila. A Palazzo Madama oggi siede un senatore ogni 188 mila abitanti, con il taglio ce ne sarà uno ogni 302 mila.
risparmi
Viene stimato un risparmio annuo di 53 milioni alla Camera e di 29 milioni al Senato. —
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