In provincia si afferma il bipolarismo
Dal 2015 al 2020: il Pd arretra mentre la Lega avanza e FdI triplica i voti. La discesa di M5S e sinistra radicale
PISA
Dal 2015 al 2020. Cinque anni che, in provincia di Pisa, hanno visto scorrere qualcosa di simile ad un’era geologica sotto il piano politico. 2016: la Lega apre la breccia e conquista il Comune di Cascina con Susanna Ceccardi sindaco. 2018: l’onda lunga del Carroccio arriva anche al Comune di Pisa, dove a Palazzo Gambacorti Michele Conti conquista la poltrona di primo cittadino.
Nel frattempo, il Pd provinciale, fiaccato dalle storiche sconfitte elettorali, passa da un segretario commissariato all’altro.
Il voto alle regionali premia Eugenio Giani e conferma una maggioranza rossa in provincia. Ma ribadisce anche che le distanze, in termini assoluti, si sono accorciate. In cinque anni, il Partito democratico lascia sul terreno alcuni punti percentuali. Anche perché alcuni suoi pezzi sono passati ad Italia Viva (come l’ex segretario provinciale Massimiliano Sonetti) ed altri sotto le insegne di LeU e, alle regionali, nella lista-contenitore Sinistra Civica Ecologista (come l’ex sindaco Paolo Fontanelli).
Facendo la somma di queste forze, sebbene sia un esercizio un po’ spericolato, si arriva più o meno alla cifra vantata dal Pd nel 2015.
Se il risultato di queste regionali sarà per il Pd un trampolino di (ri)lancio oppure l’ennesima resa dei conti che non scioglie il nodo commissariamento si vedrà.
Il centrodestra, nel suo insieme, compie un salto in avanti intorno ai dieci punti percentuali. Nell’arco di cinque anni la Lega aggiunge un’altra manciata di punti percentuali ai suoi consensi. Per gli alleati del Carroccio invece l’andamento è opposto. La coalizione si sposta a destra di fronte all’avanzata decisa di Fratelli d’Italia, che in pratica triplica i suoi voti. Al contrario Forza Italia fatica a tenere il passo e dimezza il suo bottino nelle urne.
Una situazione simile, anzi con una differenza in negativo ancor più accentuato per il Movimento 5 Stelle. I pentastellati nel 2015 erano la terza forza politica in Toscana dopo Pd e Lega. Stavolta sono stati sorpassati da Fratelli d’Italia.
Risultato decisamente deludente per la sinistra radicale sotto il simbolo di Toscana a Sinistra. La frammentazione ha giocato un ruolo, con un bacino elettorale che è confluito in parte in Sinistra Civica Ecologista a sostegno di Giani.
Dal 2015 al 2020 la geografia politica della provincia pisana è quella di un bipolarismo spinto, con il centrosinistra ruotante attorno al Partito democratico ed il centrodestra che, in attesa dell’esito delle comunali a Cascina, avanza sull’asse Lega-Fratelli d’Italia. —
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