San Michele, la chiesa dove il campanile pende più della Torre
La seconda stampa in regalo per i lettori del “Tirreno”. Il luogo di culto alle Piagge vanta una storia millenaria
PISA. Che c’entra Dante Alighieri con la chiesa di San Michele degli Scalzi? Beh, il Sommo poeta non se ne dolga, ma un po’ l’ha gufata: più di seicento anni dopo il canto XXXIII dell’Inferno, la tanto auspicata (da lui) alluvione ha colpito la chiesetta sulle Piagge. Sembra forzato? Nient’affatto: San Michele degli Scalzi (Sms, per gli amici) è una sorta di piccolo mondo in miniatura e racchiude tutto il meglio e qualche scoria della storia umana. La sua foto in notturna è la seconda della collana “Pisa di notte”, in regalo oggi con “Il Tirreno”.
Dante. La citazione è d’obbligo: «Ahi Pisa, vituperio de le genti/ del bel paese là dove ’l sì suona,/ poi che i vicini a te punir son lenti,// muovasi la Capraia e la Gorgona,/ e faccian siepe ad Arno in su la foce,/ sì ch’elli annieghi in te ogne persona!» (XXXIII, vv. 79-84). Dante ce l’aveva coi pisani per quella cosuccia del conte Ugolino, ma anche con Lucca e Firenze (i «vicini») che non riuscivano a punire la città della Torre; allora si augura che le due isole visibili dalla costa tappino il fiume e che esso straripi. Correva l’anno 1949 e il quartiere fu invaso da acqua e fango che raggiunsero dentro la chiesa i tre metri di altezza: si ruppe il portale d’accesso tergale, creando numerosi problemi di stabilità su navate, campanile, sacrestia e abside.
Maledizione? In realtà Sms tanto fortunata non lo era stata neppure prima: dopo il terremoto del 1846 le tre navate, specialmente quella di mezzo, e le finestre soffrirono non poco. E durante la Seconda guerra mondiale fu presa a cannonate da un esercito di passaggio che danneggiò l’intera navata destra e il tetto. Questo per quanto riguarda il contesto ambientale. A livello umano non sembrava messa meglio.
Don Giulio. In un pregevole libello pubblicato due anni fa in collaborazione con la parrocchia Sms, l’associazione culturale Il Mosaico presieduta da Riccardo Buscemi e il centro culturale Bonanno Pisano, si narrano le “Memorie di don Giulio” Guidi, priore nel subborgo di Pisa dal 1884 al 1901. Ebbene, il buon sacerdote annota: «Non mi aspettava buona accoglienza in seguito al quadro abbastanza brutto che mi aveva fatto il mio antecessore e altri di questo popolo». Invece «fui ricevuto cordialmente e con tante belle dimostrazioni dai popolani». Si dovette ricredere 14 anni dopo, quando il restauratore incaricato della riparazione dell’organo scappò con le 233 lire che aveva preso d’anticipo. Il restauro costò 529 lire alla fine, perché furono chiamati due nuovi uomini da Lucca.
Sant’Ubaldo. Fu don Giulio a istituire la festa di Sant’Ubaldo, la cui statua lignea è custodita con devozione in Sms. Si tratta di una festa assai popolare che si celebra nel weekend successivo al 16 maggio di ogni anno: sulle Piagge ci sono bancarelle di fiori e libagioni e si organizzano spettacoli con attrazioni culturali. Sms e Sant’Ubaldo sono una piccola San Gennaro di Napoli, perché durante la festa è impartita al termine di ogni celebrazione l’unzione dei fedeli per «intercessione di Sant’Ubaldo», momento molto sentito.
La torre pendente. Sms è anche in piccolo una Torre di Pisa: il campanile delle Piagge è addirittura più storto di quello che si ammira in piazza dei Miracoli; la sua forte inclinazione è dovuta a un antico cedimento del terreno e di notte è ancora più suggestiva, quando le bifore della torre sono illuminate di colori caldi e spiccano nell’azzurrino dei lampioni sul viale.
Pisa di notte. La foto di San Michele di notte è la seconda della collana di 24 immagini che dal 25 giugno è in regalo con “Il Tirreno”. Da lunedì al sabato ci saranno in abbinamento al quotidiano 24 scatti del fotoreporter Fabio Muzzi corredati da un testo scritto dal collega Marco Barabotti. Ieri la serie è stata inaugurata dall’abbazia di San Zeno e oggi, appunto, in omaggio c’è la chiesetta di cui si hanno prime testimonianze scritte a partire dal 1025. Tra l’altro, ospitò i benedettini Pulsanesi (definiti anche “scalzi”, da cui la denominazione).
Successo in edicola. La collana “Pisa di notte” ha ricevuto un notevole apprezzamento da parte dei nostri lettori. Lo raccontano Sultana Kauser (edicola in piazza del Carmine a Pisa), Riccardo Turelli (edicola in via Ulisse Dini a San Giuliano) e Daniele Chiarugi (edicola in via Lutero, accanto all’ospedale di Cisanello). Le copie de “Il Tirreno” sono state vendute con grande velocità: i cittadini erano a conoscenza dell’iniziativa e chiedevano le schede in regalo.
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