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Pisa

Nelli Feroci, un pisano Doc nella stanza dei bottoni Ue

di Daniela Salvestroni
Nelli Feroci, un pisano Doc nella stanza dei bottoni Ue

È stato designato a far parte della commissione europea al posto dell’uscente Antonio Tajani La famiglia era proprietaria dell’ex Hotel Nettuno, ora diventato una residenza per gli studenti

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PISA. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci è il nuovo commissario Ue italiano al posto di Antonio Tajani che è stato eletto al parlamento europeo nelle fila di Forza Italia. Resterà in carica fino alla fine di ottobre, quando termina il mandato della commissione europea presieduta da José Manuel Barroso. Nelli Feroci, diplomatico di carriera dal 1972, è nato a Pisa il 18 dicembre 1946 dove si è laureato in giurisprudenza per poi conseguire un master in relazioni internazionali alla Società italiana per l’organizzazione internazionale. Attualmente è presidente dell’Istituto affari internazionali ed è stato rappresentante permanente dell’Italia presso la Ue dal 2008 al 2013.

Tra gli incarichi ricoperti, dal 2006 al 2008 è stato capo di gabinetto dell’allora ministro degli esteri Massimo D’Alema e dal 2004 al 2006 direttore generale per l’integrazione europea al ministero degli esteri. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha definito Nelli Feroci «un servitore delle istituzioni che nei prossimi quattro mesi ci potrà dare una mano su tante questioni europee aperte». La fiducia è dovuta ai tanti incarichi nelle istituzioni dell’Unione europea a partire dal 1986 e al coinvolgimento in primis nei vari negoziati sulla revisione del trattato, sull’allargamento, sulle prospettive finanziarie pluriennali dell’Ue. Nelli Feroci è stato a New York nella missione permanente presso le Nazioni Unite (dal 1976 al 1980) e poi in tre ambasciate italiane: ad Algeri come capo della sezione economica e commerciale (dal 1980 al 1983), a Parigi come consigliere politico (dal 1991 al 1995) e a Pechino come vice capo missione (dal 1995 al 1998). Rientrato al ministero nel 1999, l’anno successivo diventa vice direttore generale per l’integrazione europea e nel 2004, di cui poi viene nominato direttore. Nel 2006 arriva la nomina di ambasciatore.

Nelli Feroci è stato professore a contratto di politica internazionale all’Istituto universitario orientale di Napoli e fellow al Center for international affairs dell’università di Harvard, mentre oggi è docente alla School of government della Luiss. È autore di numerosi articoli e saggi in materia di relazioni internazionali, affari europei e scienze politiche e ha spesso tenuto conferenze, lezioni e seminari su temi di interesse europeo.

È figlio dell’avvocato Enrico Nelli Feroci che è stato proprietario dell’hotel Nettuno, poi venduto all’Università di Pisa che ne ha fatto una residenza per studenti. La famiglia Feroci, dopo aver gestito a metà ottocento il caffè dell’Ussero e prima ancora il caffè del Forestiero e quello del teatro dei Ravvivati (oggi teatro Rossi), si dedicò all’attività alberghiera creando l’hotel ristorante Nettuno nel lungarno Regio (oggi Pacinotti). Da una testimonianza di Enrico Nelli Feroci, discendente di Pietro, apprendiamo che i suoi antenati, dopo avere abitato al secondo piano di palazzo dell’Ussero, trasferirono la loro residenza nell’hotel Nettuno, formato dall’accorpamento di due edifici storici: palazzo Lupo Parra e palazzo Franceschi Aulla situato sull’angolo di via Curtatone e Montanara. L’albergo, dotato di centodieci camere e di una sala ristorante per 300 persone, è rimasto in attività fino alla seconda metà del novecento. Dal libro delle firme si ha notizia della permanenza di re Giorgio d’Inghilterra, della regina Mary e della principessa Vittoria il 23 marzo 1925. E vi ha soggiornato anche Virginia Woolf con il marito Leonard nell’aprile del 1933. Il 12 maggio la scrittrice appunta nel suo diario: «Non riesco a pensare stasera, sentendomi alle stelle in una stanza del Nettuno di Pisa, popolatissimo di turisti francesi. L'Arno corre via con la solita spuma color caffè. Abbiamo passeggiato nei chiostri: questa è la vera Italia, con l'antico odore di polvere, la gente che brulica nelle strade, sotto la - come si chiama? - credo che le strade coi portici si chiamino loggiati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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