Omicidio Ragusa, respinta l’istanza di revisione del processo
La Corte d’Appello non ha ritenuto sufficienti le motivazioni alla base della richiesta di Antonio Logli, condannato a 20 anni per l’uccisione della moglie
GENOVA. Istanza respinta. I giudici della Corte d’Appello di Genova non hanno accolto a richiesta di Antonio Logli, condannato a 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa, di rimettere in discussione l’esito del procedimento. L’stanza di revisione del processo era stata presentata dall’ex impiegato comunale di San Giuliano, detenuto nel carcere di Massa dal 10 luglio 2019. Nell’udienza a porte chiuse di alcuni giorni fa nel Tribunale del capoluogo ligure il sostituto procuratore generale si era pronunciato per l’inammissibilità della richiesta.
L’avvocato di Logli Andrea Vernazza (ha presentato un’eccezione sull’ammissione delle parti civili, ndr) in quella occasione aveva ribadito i motivi per cui è necessario celebrare un nuovo giudizio. Le sue carte sono le dichiarazioni di un detenuto, residente a Pisa, che sostiene di aver ricevuto in carcere da Loris Gozi, il supertestimone dell’accusa, una sorta di confessione sul fatto di non aver visto Logli la notte del 13 gennaio 2012 in via Gigli. Ci sono poi i diari in cui Roberta confida il desiderio di andarsene. Per la difesa, che ha citato le statistiche del ministero dell’Interno sugli scomparsi, la donna si sarebbe allontanata volontariamente. Motivazioni alla base della richiesta che la Corte non ha ritenuto sufficienti per l’accoglimento dell’istanza.
