Il Tirreno

Metti un sabato di fine agosto... 

Sconfitta netta, stadio decadente e il Piombino fa lo sparring partner

gordiano lupi*
Sconfitta netta, stadio decadente e il Piombino fa lo sparring partner

30 agosto 2021
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l’intervento

gordiano lupi*

Stadio Magona, un sabato di fine agosto, si ricomincia con il calcio vero, quello giocato negli stadi, con il pubblico. L’Atletico Piombino fa da sparring partner al Follonica–Gavorrano (Serie D) e, dopo una gara che ricorda un allenamento titolari contro riserve, soccombe per sei reti a zero. Qualcosa non torna, pensa il vostro cronista. Un tempo in amichevole perdevamo quattro a uno contro la Juventus e le davamo filo da torcere, adesso basta un semplice Follonica–Gavorrano per bastonarci. Tutto il rispetto per i metalliferi, ottima squadra di quarta serie, ma la differenza salta agli occhi. Attenuanti ce ne sono fin troppe. I ragazzi del Piombino sono quasi tutti nuovi, si conoscono poco, sono molto giovani; hanno cominciato ad allenarsi da pochi giorni; sono quasi due anni che non giocano, non hanno l’agonismo nelle gambe, quasi non ricordano che cosa sia una partita ufficiale. Il Follonica–Gavorrano, invece, è compagine ben attrezzata, gioca un buon calcio, i giocatori s’intendono al volo, gli schemi sono rodati al punto giusto. I ragazzi in maglia nerazzurra possono solo subire, cercano di limitare i danni, in una sporadica occasione riescono persino a tirare in porta, ma tutto pare molto complicato. Finisce sei a zero per gli ospiti, tra autoreti, rigori, errori difensivi, gol imparabili, serpentine degli avversari che lasciano interdetti i nerazzurri. Non si può dire che sia stato un buon debutto per la compagine guidata da Di Tonno, ma c’è tempo per migliorare, per allenarsi, per correre ai ripari. Le difficoltà non mancheranno in un campionato di Eccellenza a tredici squadre che annovera pure il blasonato Livorno, che incontreremo a breve, nel primo turno di Coppa Italia. Nel secondo tempo il vecchio stadio Magona accende i riflettori e illumina tutta la sua decadenza, pure se ci sono i gradoni nuovi per accedere agli spalti bassi e stretti della nostra storia, anche se la recinzione della curva Tolla è stata rimessa in sesto. Resta l’erba alta, restano sterpaglie incolte nel settore curva, resta un terreno di gioco spelacchiato, resta un pubblico che non supera i cinquanta paganti. Tristezza d’una sera di fine estate, mentre il pensiero corre a ritroso verso anni lontani in cui da Follonica e Gavorrano accorrevano tifosi al Magona per veder giocare il Piombino in serie B. Altri tempi. Altri tempi davvero.

*scrittore ed editore piombinese

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