Lorenzo Pecchia, debutto in serie B «Adoro il calcio, spero sia la mia vita»
Il 17enne centrocampista venturinese ha esordito con la maglia del Livorno nella trasferta di Benevento
PIOMBINO
Quando da piccini si gioca a “battimuro”, immaginando di triangolare con il compagno di squadra in una partita importantissima, mica ci si pensa al futuro. Basta quell’attimo fra il piede e il cemento, con un pallone che rotola incontro alla felicità di un bambino. Tanti, crescendo, si fermano lì. Alla fantasia. Qualcun altro, invece, coltiva quell’illusione e, pian piano, con impegno e talento (e un pizzico di fortuna) la trasforma in realtà.
Lorenzo Pecchia, ragazzo del 2002, nato e cresciuto a Venturina, è uno di quei bellissimi sognatori che inseguono un pallone così come la vita. Con il babbo Gianni e il nonno Franco, amanti della bicicletta invece che del calcio, Lorenzo viene su a giocare a pallone con il nonno materno Maurizio e un fratello, Matteo, di un anno soltanto più piccolo, primo compagno di avventure, complice anche in quella che, insieme, stanno vivendo a Livorno.
Già, perché Lorenzo, 18 anni compiuti lo scorso febbraio, venerdì scorso ha esordito con la maglia del Livorno in serie B, a Benevento. Gli amaranto hanno perso 3-1, ormai condannati alla C, ma il giovanissimo venturinese, centrocampista, ha avuto la gioia di entrare in campo con la prima squadra nella serie cadetta.
Lorenzo inizia col pallone a 6 anni, «non appena è stato possibile iscriversi a calcio – racconta – Sono rimasto al Venturina fino alla seconda media. Poi ho fatto un anno a Grosseto negli Esordienti regionali, con le squadre professionistiche. Una volta fallito il Grosseto, sono tornato una stagione a Venturina, giocando con compagni più grandi, nati nel 2001, e abbiamo vinto il campionato».
E il Livorno? «A quei tempi Venturina e Livorno avevano un accordo per le giovanili – spiega Pecchia – Forse qualcuno veniva a vedermi alle partite, non lo so. Fatto sta che mi chiamarono a fare una prova e poi mi presero. In amaranto ho fatto tutta la trafila, under 15, 17 serie C e, nello stesso anno, la Berretti e mezza under 17. Infine, quest’anno, fino a marzo, ho giocato in Primavera».
E venerdì scorso l’esordio in B. «Sì, è stato emozionante – afferma Lorenzo – e anche abbastanza strano, all’interno di uno stadio vuoto. Non mi rendevo neppure conto di essere in campo per la serie B. Poi però il livello dei giocatori mi ha svegliato tutto insieme (ride ndr). Certo, con il pubblico sarebbe stata un’altra storia, ma per me è stato bello lo stesso. Ero tanto emozionato inizialmente, ma poi credo di essere andato bene e di aver fatto il mio. Niente di eccezionale, per carità, ma penso di essermela cavata. A ogni modo, devono essere gli altri a dirlo, io non mi sbilancio. Sicuramente spero sia un punto di partenza – va avanti Lorenzo – Il calcio mi è sempre piaciuto, fin da piccolino quando tiravo i primi calci al pallone con nonno Maurizio. E poi con mio fratello».
Il calcio, una passione enorme per il giovanissimo venturinese che ogni giorno prende il treno per andare ad allenarsi, «ma quando c’è, la scuola è la priorità – spiega Lorenzo, a settembre all’ultimo anno del liceo sportivo – Appena esco di classe, però, parto per Livorno e torno alle otto di sera. In inverno, fra interrogazioni e compiti è dura, ma se mi organizzo bene, non è neppure tutto questo peso. Il calcio spero sarà la mia vita. Dipende, però, da tante cose. Soprattutto da me, ma non solo. I miei genitori, comunque, mi sostengono in tutto quello che faccio. E si sacrificano tanto, sia per me che per mio fratello, anche lui a Livorno, nell’under 17. Ci portano alla stazione, ci seguono nelle trasferte. Anzi, a quelle viene pure nonno Franco. Il Venturina? – conclude Lorenzo Pecchia – Rimane sempre nel mio cuore. Calcisticamente parlando, mi ha fatto partire, e poi è il paese dove vivo, e dove ci sono tutti i miei amici». —
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