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Ocleppo, all’Atp il “giustiziere” dell’Inghilterra

Ocleppo, all’Atp il “giustiziere” dell’Inghilterra

L’ex numero 30 al mondo, protagonista del successo sui britannici nel 1984, a Piombino per seguire il figlio

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PIOMBINO. È venuto a Piombino per vedere il figlio giocare, ma la passione per il tennis lo ha tenuto a lungo incollato ai campi azzurri dell’Atp, per parecchio tempo anche dopo la partita di Julian. Gianni Ocleppo, classe 1957, ex numero 30 al mondo, si trova a Piombino al seguito del figlio 19enne, Julian, che ieri ha superato il primo turno del main draw, battendo Daniele Spinnato.

Tennista emerso verso la fine dell’epoca d’oro di Panatta e Barazzutti, Gianni Ocleppo vinse nel 1981 il torneo Atp di Linz, e giocò una decina di volte in Coppa Davis, compresa l'edizione del 1984 quando trascinò alla vittoria al primo turno l’Italia contro l’Inghilterra. Si è ritirato nel 1987 a 30 anni, anche se col tennis non ha mai chiuso. Per cinque anni ha lavorato in una multinazionale statunitense nel settore del management sportivo, organizzando tornei, gestendo contratti, e seguendo giocatori del calibro di Edberg, Graf, Chang. Poi è entrato, e vi lavora tuttora, nell'azienda dolciaria di famiglia, in Piemonte, mentre il tennis adesso lo segue in tv, come telecronista di Eurosport.

«Quello di Piombino - afferma Ocleppo - Mi pare un buon torneo, con tanta gente e giocatori di buon livello. Ci sono italiani che promettono bene, e francesi validi. Il campo è veloce e l’organizzazione notevole, la gente si dà da fare e i giocatori sono contenti, ed è questo che conta».

Julian, dopo aver battuto Spinnato, incontrerà oggi il francese Jankovits, testa di serie numero due del torneo: «Fortunatamente in questo periodo la nostra azienda si è presa un periodo di riposo - spiega Ocleppo - Ho potuto così rivedere, dopo del tempo, mio figlio giocare. E’ migliorato molto, anche se ancora tanto deve fare. È comunque un giovane interessante, come altri qui a Piombino, penso a Dalla Valle, a Guerrieri. A ogni modo, vediamo tra un paio di anni. Noi italiani maturiamo più tardi rispetto agli altri, e il tennis poi è cambiato molto rispetto alla mia generazione, quando smettere a 30 anni, come ho fatto io, era la regola. Adesso il ranking migliore di un giocatore si registra spesso intorno ai 25-26 anni, e si continua a giocare fino ai 34-35 anni. Ai miei tempi si giocava ancora con la racchetta di legno, ora è cambiato tutto, gli attrezzi, il metodo di allenamento, la classifica che protegge i giocatori più avanti. Credo sia un errore dell’Atp il meccanismo che rende difficile per i giovani fare punti e salire».

Tanti i ricordi belli di una carriera meravigliosa come quella di Gianni Ocleppo, dalla Coppa Davis, al best ranking da numero 30 al mondo, dai match prestigiosi, alle vittorie contro mostri sacri come Lendl. «Ho ottenuto più di quanto avessi sperato a inizio carriera - dice Ocleppo - E ho iniziato per caso, a undici anni, al mare. Ho provato il tennis, mi è piaciuto, ho continuato, la Federazione mi ha selezionato per andare a Formia, e così via. Adesso ci sono addirittura gli under 8, che per me non dovrebbero esistere. L’agonismo a quell’età porta difetti che poi è difficile correggere con il tempo».

È più bello giocare o fare il telecronista? «Giocare - risponde sicuro Ocleppo - ed è anche più difficile. Parlare è più semplice, anche se bisogna fare attenzione a essere imparziali. A Piombino ci sono passato una volta per andare all’Elba. Stavolta l’ho visitata; il centro storico è caratteristico e delizioso, la gente ospitale, il posto bello, forse poco reclamizzato».(fra.le.)

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