Il Tirreno

Economia e scalo

Piombino, ex Parco minerali verso nuova vita: richiesta la concessione per 30 anni

di Matteo Scardigli

	L’ex Parco minerali della Lucchini (foto d’archivio Paolo Barlettani - 2014)
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L’ex Parco minerali della Lucchini (foto d’archivio Paolo Barlettani - 2014)

L’istanza presentata da Mvn (gruppo Msc) per realizzare un hub logistico-industriale. Un avviso-bando pubblicato dall’Authority aperto alle offerte di eventuali concorrenti

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PIOMBINO. C’è un pretendente di altissimo profilo con un progetto di investimento fondato su riqualificazione e rilancio delle aree nord del porto: 95.408 metri quadri più altri 114.057, cioè l’“ex Parco minerali”.

È la conseguenza naturale della sentenza del Consiglio di Stato che ha messo fine al braccio di ferro tra Jsw e Piombino Logistics e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale: l’avviso di avvio del procedimento per il rilascio di una nuova concessione che guarda al futuro: i prossimi 30 anni.

Era l’11 novembre 2024 quando il Tar bocciò i ricorsi di multinazionale e azienda dando di fatto ragione all’Authority dell’allora presidente Luciano Guerrieri: l’ente non aveva commesso alcuna irregolarità con la revoca delle aree a gruppo industriale e impresa, che avevano fatto appello. Sentenza ribadita anche dal supremo organo di consulenza giuridico-amministrativa con una pronuncia entrata “in differita” nella delicata partita per i 13 ettari a ridosso delle banchine portuali e che, più in generale, rappresentava il primo test di un più ampio processo di riappropriazione di parte dei grandi spazi in concessione alle industrie dell’acciaio: l’udienza si era celebrata il 10 marzo e il collegio aveva deciso il giorno stesso, ma la decisione è stata pubblicata solo tre settimane fa.

Il contenzioso si era innescato dopo che, nel settembre 2023, l’Authority aveva dato seguito alla serie di atti emessi nel corso degli anni e, di fatto, aveva ripreso in mano l’area dell’ex Parco minerali, da destinare a nuovi insediamenti di imprese della logistica industriale e portuale una volta completata la bonifica dei cumuli di rifiuti stoccati (per questo è pendente un altro ricorso tra la multinazionale e la Regione). Un braccio di ferro sul quale tribunale amministrativo regionale aveva rilevato che – in estrema sintesi – era giusto che l’area fosse di nuovo nelle mani del pubblico. Quattro i motivi di appello alla prima sentenza, ma secondo i giudici di Roma il Tar aveva ragione.

Il nuovo avviso-bando, approvato con provvedimento presidenziale martedì, apre un procedimento avviato in seguito a un’istanza molto specifica. Il 15 settembre, infatti, la milanese Mvn Industrial Solutions ha richiesto una concessione della durata di 30 anni per due aree ubicate nel porto industriale di Piombino, Darsena Nord, con accesso dal Varco Nord, della superficie complessiva da destinare alla creazione di un hub logistico-industriale specializzato in impiantistica pesante, moduli industriali, componentistica siderurgica, project cargo (il trasporto, a livello nazionale o internazionale, di componenti di grandi dimensioni, pesanti, di alto valore o critici per la realizzazione di un determinato progetto) e break bulk (un sistema di trasporto marittimo in cui le merci non vengono inserite all'interno di container standard, ma vengono caricate e gestite singolarmente), con attività integrate di pre-assemblaggio e staging portuale (l'operazione di posizionamento e organizzazione temporanea di merci o mezzi all'interno di aree dedicate di un porto in attesa del passaggio alla fase successiva della catena distributiva).

Mvn Industrial Solutions, o più semplicemente Mvn, fa parte del gruppo Msc (Mediterranean shipping company), leader mondiale nel trasporto marittimo di container, che ha fatto il proprio ingresso nel settore della logistica integrata industriale nel 2024 proprio con l’acquisto del 51 per cento di Mvn tramite la controllata Medlog holding Italia. Mvn è già presente con diverse sedi e hub nelle vicinanze della provincia e in Toscana: a Casciana Terme Lari, Cavriglia (Arezzo), Collesalvetti, Firenze, Guasticce e Livorno. La Città dell’Acciaio sarebbe il suo avamposto nella parte meridionale della regione, il più vicino alla sede di Roma.

La commissione tecnica dell’Authority, nella seduta del 1° ottobre, ha espresso parere preliminare di ammissibilità dell’istanza indicando le condizioni e prescrizioni afferenti al procedimento oggetto dell’avviso per eventuali domande concorrenti da depositare entro il perentorio termine delle ore 12 del 30° giorno naturale successivo alla data di pubblicazione dell’avviso stesso. Nel bando restano ferme le esigenze di accessibilità e pubblico utilizzo della banchina Nord la cui utilizzazione sarà regolata con apposito provvedimento dell’Authority stessa a garanzia dell’uso pubblico.

La concessione – chiunque ne sia aggiudicatario – si andrebbe quindi a inserire nel nuovo adeguamento tecnico funzionale dello scalo, presentato dall’ente all’inizio di questa settimana, che prevede la banchina Nord allungata di 105 metri, una nuova darsena e fondali meno profondi; e proprio il recupero dell’ex Parco minerali, inserito nella Zona logistica semplificata della Toscana. Nelle intenzioni dell’Authority l’area rientra nella riorganizzazione degli spazi portuali e nel rafforzamento della funzione logistica dello scalo, in un quadro legato al futuro del polo siderurgico.

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