Italia
Elba, donna di 46 anni e il suo cane salvati dalle fiamme: «Era a terra, sono entrato e l’ho trascinata fuori»
Tragedia sfiorata nell’appartamento: decisivi la prontezza e il coraggio di due persone. Il racconto di quei momenti
RIO MARINA. Solo pochi minuti in più dentro quella stanza annerita dal fumo sarebbero potuti essere fatali. Nel piccolo appartamento al piano rialzato di via XX Settembre si sarebbe consumata una tragedia. Avremmo raccontato una storia diversa: una donna di 46 anni morta insieme al suo amato cane. Ma a Rio Marina non è andata così.
Non è successo perché Tommaso Muti, titolare di un discount e consigliere comunale, quando ha visto uscire fumo dalla finestra dell’appartamento non ha perso tempo. Ha dato l’allarme, si è preoccupato di far evacuare il palazzo e ha cercato aiuto. E perché Massimo Barlettani, carrozziere, ha esitato solo un paio di secondi prima di prendere un respirone e attraversare la coltre nera che invadeva il corridoio. Dentro la casa piena di fumo. «Ho visto i piedi di quella donna, era sdraiata. Sono entrato, l’ho trascinata fuori».
Un’azione coraggiosa, provvidenziale. Lontana anni luce dall’indifferenza che può immobilizzare chi si trova davanti a un’emergenza. Tommaso e Massimo non sono rimasti fermi. Come non si sono fermati i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i volontari delle associazioni, impegnati nella gestione dell’emergenza insieme agli altri cittadini che si sono dati da fare.
A Rio Marina lo spavento è passato. La donna di 46 anni coinvolta nell’incendio è stata soccorsa e trasferita a Livorno per precauzione, a causa di un’intossicazione da fumo. Anche il cane pitbull è stato portato in salvo. Ci sarà tempo per chiarire i contorni della vicenda e le cause che hanno innescato le fiamme. A poche ore dall’accaduto resta la consapevolezza di una tragedia sfiorata, evitata anche grazie alla prontezza e al coraggio di due cittadini.
«Ho visto il fumo e ho dato subito l’allarme»
Sono da poco passate le 14. Tommaso Muti stava tornando a casa quando ha notato il fumo uscire dalla finestra della casa di via XX Settembre. Ci ha messo poco a capire che non c’era tempo da perdere. «Abito praticamente vicinissimo. Ero a pranzo e, mentre tornavo a casa, ho visto un filo di fumo uscire dalla finestra». La prima cosa da fare era chiamare l’ambulanza. Poi ha pensato a Massimo Barlettani, che conosce e di cui si fida. I due poco prima erano a pranzo insieme.
«Ho chiamato subito l’ambulanza e il 118. Mi sono accertato dalla finestra che non ci fosse nessuno dentro, invece c’era questa signora». La donna era a terra, in una stanza ormai invasa dal fumo. Entrare senza sapere che cosa stesse succedendo avrebbe potuto essere pericoloso, anche per il timore della presenza di bombole del gas. Muti ha quindi cominciato a suonare i campanelli per far uscire gli abitanti del palazzo.
«Ho avvisato tutto il palazzo e ho fatto uscire le persone. C’erano anche dei bambini che piangevano. Abbiamo cercato di mettere tutti in sicurezza». Nel frattempo, insieme agli altri presenti, ha cercato di procurare acqua per aiutare a contenere l’incendio. Minuti concitati, durante i quali ogni iniziativa poteva fare la differenza.
«Ho visto i piedi, l’ho presa per le braccia»
Massimo Barlettani è stato avvisato da Muti. Quando è arrivato davanti all’appartamento, la situazione era già critica. La porta solo appoggiata, non chiusa ermeticamente: si è aperta senza difficoltà. Dentro, però, il fumo rendeva quasi impossibile vedere.
«Era sdraiata a terra e non si vedeva praticamente nulla. Riuscivo a distinguere soltanto i piedi, perché era tutto nero, pieno di fumo». Due secondi, un respiro profondo. Poi Barlettani ha deciso di entrare. «Ho trattenuto il fiato, l’ho presa per le braccia e sono uscito trascinandola fuori».
Un intervento rapido, compiuto nella consapevolezza del rischio. «Sono un carrozziere, ho lavorato anche con il fuoco e le saldatrici. Conosco la pericolosità del fumo e la sua tossicità. Ho pensato: entro, ci metto due secondi e la porto fuori. Ci ho pensato, certo, ma poi sono entrato».
Una volta portata in salvo la donna, Barlettani ha cercato di contenere le fiamme con una canna dell’acqua, collegandosi a una presa vicina. E nell’appartamento c’era anche il cane, un pitbull. «Prima ho tirato fuori la donna, poi ho portato fuori anche lui. Era mezzo intontito, ma appena è uscito si è ripreso».
La 46enne, intanto, era stata soccorsa e trasferita in ospedale. «Quando l’ho tirata fuori era tutta nera per il fumo», racconta Barlettani. Annerita dal fumo, ma ancora viva. La cosa più importante.
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