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Salute pubblica

Dengue in Toscana, l'infettivologo: «A Piombino focolaio sotto controllo ma la zona resta a rischio» – 22 casi e il punto sulla disinfestazione

di Claudia Guarino

	A dx il primario di Malattie infettive, Spartaco Sani
A dx il primario di Malattie infettive, Spartaco Sani

Il punto del primario di Malattie Infettive, Spartaco Sani: «La zanzara tigre è comunque attiva fino a metà ottobre»

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PIOMBINO. «Da lunedì a oggi non abbiamo più avuto casi. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per dire che la vicenda è chiusa, ma il focolaio sembra sotto controllo. Ciò non toglie che la zona resti a rischio, anche perché la zanzara tigre continuerà a esserci fino a metà ottobre». Dice che vanno evitati allarmismi, il primario di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno Spartaco Sani, perché l’evolversi della situazione «fa ben sperare». Nel frattempo – quando i casi di Dengue riconducibili al cluster delle Fabbricciane sono arrivati a 22 – questa mattina a Piombino si è svolto l’ultimo (per adesso) intervento di disinfestazione pianificato dal Comune. Ma andiamo con ordine.

L’inizio di tutto

Il primo caso registrato in città, lo ricordiamo, si è manifestato alla fine del mese di agosto e riguardava una persona tornata da un viaggio all’estero. I successivi due casi riscontrati in soggetti residenti a Piombino, invece, erano autoctoni. Le persone contagiate non avevano cioè effettuato alcun viaggio in zone a rischio. Ciò significa che una zanzara tigre ha punto il paziente zero e poi ha infettato altre persone, che a loro volta sono state punte da altre zanzare le quali hanno contribuito a portare in giro l’infezione.

Il focolaio

Anche perché la maggior parte di chi ha contratto la Dengue non risiede a Piombino, ma in altre parti della Toscana. Prato e Pistoia, per esempio. Ma anche Pisa e Campi Bisenzio. Dunque si sono fatti curare dalle Asl e, eventualmente, dagli ospedali di appartenenze. Complessivamente, così ha fatto sapere di recente la Regione Toscana, i casi accertati riconducibili al focolaio delle Fabbricciane (cioè tutti hanno preso lì la Dengue) sono 22. «A Livorno abbiamo avuto sei ricoverati, tutti già dimessi – spiega il dottor Sani – . Poi abbiamo fatto la diagnosi a due persone di Pomarance e sono state seguite, senza necessità di ricovero, altre due persone». E da lunedì a Livorno di nuovi casi non se ne sono più visti.

La disinfestazione

«Servirà ancora qualche giorno per poter affermare di esserne usciti – aggiunge il primario di Malattie Infettive – ma negli ultimi giorni non abbiamo avuto nuovi casi attivi e questo fa ben sperare che il focolaio si stia esaurendo e che la disinfestazione abbia funzionato». Il Comune, dal momento in cui si è presentato il primo caso di Dengue, ha infatti dato via via mandato di disinfestare alcuni terreni alle Fabbricciane e le strade della città intorno alla residenza delle persone contagiate. L’ultima operazione in ordine di tempo è stata effettuata nelle vie Salivoli e Donizetti. Ed è stata preceduta da alcune polemiche su tempestività e modalità di comunicazione da parte del Comune. «È stato fatto un post su Facebook – dicono alcuni cittadini – come se tutti dovessero guardare Facebook. E sono stati appesi alcuni avvisi ai lampioni. C’è chi non avrebbe saputo nulla senza passaparola». L’amministrazione, d’altra parte, informa che «sono state messe in atto tutte le azioni e le procedure di comunicazione previste, tra cui anche le affissioni da parte della polizia locale di manifestini informativi, come nelle volte scorse e con gli stessi tempi. L’Asl ha inviato la comunicazione e la mattina dopo è stato fatto l’intervento».

Monitoraggio

Ad ogni modo sebbene il vettore del contagio siano le zanzare adulte, il problema maggiore restano le larve che si annidano nei ristagni d’acqua. E in questo caso nelle pozze che si trovano nei terreni privati alle Fabbricciane. «I proprietari – sottolinea Sani – devono collaborare per sanificare la zona, in modo tale che il problema non si ripresenti considerando che avremo la zanzara tigre ancora per un mesetto». Per quanto riguarda i casi accertati, la Regione Toscana ha già fatto sapere che si tratta di persone «per la maggior parte in via di guarigione. E non sono stati registrati casi gravi».

I consigli

La Dengue non si trasmette direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di zanzare tigre infette. «È fondamentale – sono questi i consigli della Regione Toscana e dell’Asl Toscana nord ovest – adottare comportamenti utili a limitarne dunque la proliferazione, negli spazi pubblici e in quelli privati, per evitare di allevarle in maniera inconsapevole. Rimane essenziale la disinfestazione. Sono da evitare i ristagni d’acqua in sottovasi, innaffiatoi e secchi. È utile svuotare ogni due o tre giorni i contenitori lasciati all’aperto, come le ciotole degli animali e le piscine gonfiabili. È raccomandato coprire le cisterne e i contenitori in cui si raccoglie l’acqua piovana e tenere pulite fontane e vasche. È consigliabile proteggersi dalle possibili infezioni causate dalle punture indossando indumenti lunghi e chiari, utilizzando repellenti per gli insetti o dotandosi di zanzariere alle porte e finestre di casa».


 

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