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Piombino, ancora crolli in via Tobagi: «Chi vive qui è in pericolo» – Le parole dei residenti e la richiesta di manutenzione

di Claudia Guarino

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La parte del cornicione che è venuto giù dal palazzo di via Tobagi e i terrazzi pericolanti 
 

Un pezzo di cornicione si è distaccato dal palazzo andando a finire su un’auto in sosta: «È un miracolo che non si sia fatto male nessuno - dicono i residenti - questi palazzi cadono a pezzi»

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PIOMBINO. Un pezzo di cornicione si è distaccato dal palazzo andando a finire su un’auto in sosta. «È un miracolo che non si sia fatto male nessuno - dicono i residenti - questi palazzi cadono a pezzi. Cosa aspettano a fare manutenzione? Che muoia qualcuno come è successo a Livorno?». Un fatto fotocopia, d’altra parte, era già accaduto due anni fa qualche civico prima. E il mese scorso un cornicione, cadendo dal tetto, era finito nel cortile condominiale dopo aver urtato il balcone del secondo piano. «A me i pompieri hanno messo i nastri su uno dei balconi - racconta una residente - dicendo che non posso andarci perché è pericoloso». Il tutto in via Walter Tobagi, a due passi da Salivoli.

Il crollo

Nel tardo pomeriggio di lunedì un pezzo di cornicione è venuto giù dall’ultimo piano del palazzo al civico 9 di via Tobagi colpendo la macchina parcheggiata a bordo strada. Dopo il cedimento, che pare si sia verificato nella zona sotto al tetto, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Piombino e la polizia locale di Piombino. Sono state quindi effettuate le prime operazioni di messa in sicurezza in attesa dell’intervento dei tecnici di Casalp, che oggi (9 settembre) dovrebbero tornare in zona per un sopralluogo e per capire il da farsi. Anche perché il distacco avvenuto lunedì pomeriggio è stato l’ennesimo caso che ha interessato una zona della città dove i palazzi - è convinzione di chi ci vive - hanno urgente necessità di essere sottoposti a opere di manutenzione.

Due settimane fa

Il 22 agosto, infatti, i pompieri erano già intervenuti al civico 9 di via Tobagi perché c’era stato un distacco di materiale dal tetto che era rimbalzato sul balcone del secondo piano prima di finire a terra. «Mi hanno interdetto l’uso di un terrazzo perché è pericolante - racconta la padrona di casa - e per me questo è un grande disagio, considerando anche le temperature di questi giorni. Si spera che lo vengano a mettere in sicurezza, ma non ho idea delle tempistiche». Circa il crollo di lunedì sera, d’altra parte, la signora conferma che «è venuto giù un pezzo dal tetto ed è caduto sull’auto della famiglia che abita al piano di sotto». Fortunatamente in quel momento non c’erano passanti e i frammenti di muratura hanno colpito solo la macchina.

Due anni fa

Nel 2024 una cosa simile successe con l’auto di Vladyslava Naumchak, che vive in uno degli appartamenti più avanti di cui è proprietaria, anch’essa colpita da un cornicione crollato. «Sono passati due anni ed è capitato di nuovo - dice la donna - e ciò significa che siamo in pericolo. Credo che sia indispensabile, per l’incolumità di tutti, pensare a effettuare degli interventi di ristrutturazione. A maggior ragione dopo quello che si è verificato a Livorno». Il riferimento è alla donna morta dopo che il terrazzo di casa sua, su cui si trovava per stendere i teli da mare, è crollato all’improvviso.

L’Sos

I residenti di via Tobagi, dunque, lanciano l’Sos chiedendo che chi di dovere intervenga per la messa in sicurezza di edifici che mostrano la necessità di manutenzione straordinaria.

Terrazzi ko

Sulla facciata e sui terrazzi, infatti, sono evidenti i segni provocati dal passare del tempo. Così come i fori lasciati dai calcinacci già distaccati. Nella parte bassa dei balconi si notano i ferri a vista e la parte in muratura è rosicchiata dalle intemperie. Stando così le cose, il timore è che possano verificarsi ulteriori crolli e che, prima o poi, un cornicione finisca per cadere in testa a una persona, invece che sopra un’auto parcheggiata. «Non si può far finta che vada tutto bene - dice Naumchak -. I palazzi crollano. E chi ci vive è in pericolo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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