Donoratico, babbo e figlio salvati dai bagnini: «Così li abbiamo riportati a riva»
I due erano stati trascinati al largo dalla risacca e non riuscivano a rientrare. Il primo a tuffarsi è stato Diego Brasca: «Ho detto all’uomo: tranquillo, ci sono io»
CASTAGNETO. Era in acqua con il figlio ma a un certo punto, a causa delle onde e della corrente, non è più riuscito a tornare a riva. In soccorso dei due sono immediatamente intervenuti tre bagnini della Lifeguard Costa Ovest, società che gestisce le torrette sul litorale castagnetano. Il primo a tuffarsi è stato Diego Brasca, poi affiancato da Luca Pagliai e Mame Khoule. E insieme sono riusciti a salvare babbo (un 45enne originario di Padova) e figlio affidando il genitore, sotto choc, alle cure dei volontari della Croce Rossa di Donoratico e dell’infermiere del 118.
«È stato un intervento molto complicato - racconta Diego Brasca, 19 anni - perché il mare era davvero agitato. Ma non ci ho pensato due volte. Ho iniziato a correre. Poi a nuotare. Fino a che ho raggiunto questo signore. Gli ho detto: stia tranquillo, adesso ci sono io. La porto fuori». Ma andiamo con ordine.
L’sos e l’intervento
È successo tutto nel tardo pomeriggio di venerdì, sulla spiaggia di fronte al Paradù, a Marina di Castagneto. Poco dopo le 18,15 Brasca è entrato in acqua perché gli era stata fatta notare la presenza di un bagnante in difficoltà. L’uomo era stato trasportato al largo dalla risacca e si trovava in balia delle onde insieme al figlio. «Quando l’ho raggiunto gli ho passato il baywatch (il galleggiante di salvataggio, ndr) e ho iniziato a trascinarlo verso la riva». L’uomo era sotto choc e , sfinito dai tentativi di tenere a galla il figlio, non riusciva più a muoversi né a parlare. Faceva perfino fatica a respirare. «Gli ho detto che avrei pensato io a lui. Tentavo di tranquillizzarlo». A un certo punto Diego è stato raggiunto dai colleghi Luca e Mame che l’hanno affiancato aiutandolo a portare a riva padre e figlio, poi affidati a un medico e un’infermiera che stavano soggiornando nel camping.
Gli altri soccorsi
Il personale della struttura ricettiva ha poi chiamato il 112 e in zona è intervenuta l’ambulanza della Croce Rossa di Donoratico con l’infermiere a bordo. L’uomo, le cui condizioni di salute sono pian piano migliorate, è stato poi trasportato con l’elisoccorso Pegaso all’ospedale di Livorno.
Il rischio
«In acqua c’era anche altra gente - racconta Brasca - perciò, una volta messi in salvo padre e figlio , sono andato a dire a tutti di uscire». Diego lavora come bagnino da tre anni ma quello di venerdì pomeriggio è stata la sua prima vera operazione di salvataggio sul litorale. «I colleghi mi hanno detto che era un intervento molto rischioso, viste le condizioni del mare, ma ho realizzato dopo. Lì per lì pensavo solamente a raggiungere quell’uomo e suo figlio».
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