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Piombino, falda ko e rubinetti a secco: «Dissalatore e investimenti» - La nota di Asa dopo giorni di disagi

di Redazione Piombino
Piombino, falda ko e rubinetti a secco: «Dissalatore e investimenti» - La nota di Asa dopo giorni di disagi

All’inizio del mese molte famiglie tra Piombino e S. Vincenzo sono rimaste per giorni senza acqua corrente. Asa spiega i progetti e ammette: «Ci sono criticità strutturali»

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PIOMBINO. L’aumento esponenziale della richiesta ha causato il prosciugamento della falda in un territorio caratterizzato da «criticità strutturali» costituite dalla «presenza di arsenico e boro» e dal fatto che «l’equilibrio idrico dell’isola d’Elba dipende in via principale dalle risorse idriche della Val di Cornia». Ecco come Asa spiega l’assenza prolungata di acqua o il calo di pressione che, nei giorni scorsi, ha interessato parecchie utenze tra Piombino e San Vincenzo. «Ma il dissalatore dell’Elba è quasi pronto – è la prospettiva fornita da Asa – e migliorerà la situazione. Inoltre per il 2026 abbiamo previsto un piano di investimenti pari a 60 milioni». Dopo le polemiche dei giorni scorsi , Asa ha deciso di illustrare la situazione dal suo punto di vista inviando una lunga nota in attesa dell’incontro pubblico chiesto dal Comune «per capire criticità, responsabilità e per definire interventi con tempi precisi». Anche perché c’è chi, col caldo torrido di agosto, è rimasto completamente a secco per giorni. Vuoi perché si è rotto un tubo vuoi perché, abitando a un piano alto, non c’era abbastanza pressione per pompare acqua fino a lassù.

Il caos

«Le giornate più problematiche – così adesso Asa ricostruisce l’emergenza – sono state il 6 e il 7 agosto quando a San Vincenzo si sono registrate circa 320 segnalazioni. Tra l’11 e il 13 agosto è stato necessario attuare un razionamento durante il quale si sono registrate circa 30 segnalazioni al giorno». Questo perché «all’inizio di agosto si sono verificati sette giorni consecutivi di caldo estremo e le temperature hanno ridotto le disponibilità idriche in falda, innescando un incremento eccezionale dei consumi che, connesso alla riduzione delle disponibilità e al peggioramento qualitativo dei pozzi privati, ha spinto le attività ricettive a un maggior prelievo dall’acquedotto pubblico». Soprattutto lungo la costa e nelle località a maggiore affluenza turistica, si è registrato un aumento dei consumi del 10% superiori rispetto al già elevato livello del 2025. Per quanto riguarda i palazzi del centro, Asa ricorda «la presenza a Piombino di utenze situate ai piani alti di condomini privi di autoclave o dotati di cassoni di accumulo posizionati anche all’ottavo piano. Si tratta di una condizione locale in cui, per servire pochi privati sprovvisti di idonei impianti di rilancio, si è dovuto mantenere pressioni stradali elevatissime, aumentando il rischio di dispersioni». Il direttore lob del servizio idrico integrato e gas, Mirco Brilli dice che, di fronte a tutto ciò, «il lavoro dei tecnici ha permesso di riportare il servizio alla normalità già dal pomeriggio del 14 agosto. Parallelamente si è intervenuti sulla riparazione e sulla ricerca delle perdite».

Le criticità

Riepilogate le tappe dell’emergenza idrica, Asa passa a fare una disamina dei problemi che caratterizzano la Val di Cornia come «la presenza di boro ed arsenico nelle falde» ma anche le tradizioni locali. «Il tessuto economico del territorio si è basato per decine di anni sull’industria dell’acciaio, che necessita di grandissime quantità di acqua, e su un’agricoltura molto idroesigente. Se si aggiunge che da ormai trent’anni l’equilibrio idrico dell’Elba dipende in via principale dall’acqua della Val di Cornia (circa 4 milioni di metri cubi all’anno) si capiscono le ragioni per le quali la falda ha subito un impoverimento che nel tempo ha determinato il fenomeno della intrusione del cuneo salino con la conseguente riduzione qualitativa e quantitativa della risorsa». Insomma, anno dopo anno le falde si sarebbero svuotate.

Il futuro

A fronte di questa situazione, l’amministratore delegato di Asa Valter Cammelli e il direttore dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei ricordano che «abbiamo rinnovato le centrali e realizzato impianti per la potabilizzazione» e che «il dissalatore dell’Elba è in fase di ultimazione e metterà a disposizione dell’isola e della Val di Cornia circa 2, 5 milioni di metri cubi di acqua aggiuntiva. Inoltre la disponibilità del dissalatore consentirà di ridurre la quantità di acqua prelevata dalla Val di Cornia e trasferita verso l’Elba».

I soldi

A questo punto la nota di Asa parla di soldi. E, nello specifico, di un programma di investimenti complessivo che, «nell’arco di 15 anni (2016-2031) prevede oltre mezzo miliardo di euro» e di bandi nazionali a cui il gestore del servizio idrico ha partecipato per finanziare il dissalatore di Piombino e la sostituzione delle condotte. «L’esito di questi bandi non è però certo», specifica Asa che col presidente del consiglio di gestione Stefano Taddia parla di «affrontare una sfida complessa come la gestione della risorsa idrica richiede un percorso condiviso». E «per garantire la continuità e l’incremento delle attività manutentive (impiegando più squadre e più imprese sul territorio) è indispensabile un confronto costruttivo in vista della revisione biennale delle tariffe che l’assemblea dei sindaci sarà chiamata ad approvare entro fine anno. È in quella sede che si definiranno le risorse reali per sostenere lo sviluppo infrastrutturale». Bisognerà poi capire, e non è un aspetto secondario, se la revisione delle tariffe sarà al rialzo e di quanto.

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