Piombino, da giorni manca l’acqua (o quasi) ai piani alti dei palazzi. E il caso diventa politico
Dopo cinque giorni a secco torna un po’ di speranza. Il dibattito politico si infiamma, ma servono soluzioni
PIOMBINO. E il quinto giorno, finalmente, l’acqua tornò. Dopo aver lasciato decine e decine di famiglie dei piani alti dei palazzi di piazza della Costituzione, via Petrarca e altre aree della città, senza una stilla, il miracolo a Piombino è successo e le autoclavi hanno cominciato a riempirsi. Ma si è trattato di una goccia in un mare di rabbia e proteste, perché la situazione è ben lontana dall’essere risolta. In piazza Costituzione, tra le più colpite (e qui il problema annoso), si continuano a riempire le taniche nella chiostra perché quella che arriva, dopo giorni di secca, è insufficiente a soddisfare le cisterne.
Il dibattito politico
Lo conferma Sandra Vitiello, che ormai da giorni catalizza la protesta, e chiede un incontro pubblico per risolvere la cosa. La scena di padri e madri con taniche su è giù per le scale nel cuore di Ferragosto, col caldo record che persiste, è impietosa. E mentre poco più a nord il sindaco di San Vincenzo dice di farsi portavoce verso Asa di quei cittadini che hanno avuto danni, qui la lista Ferrari Sindaco con FdI, Lega, Piombino Civica e Forza Italia, coglie l’occasione per attaccare il centrosinistra. «La situazione della rete idrica non può essere derubricata a semplice problema tecnico - scrive il centrodestra-. Quando da anni una rete presenta criticità strutturali, quando le perdite sono così elevate e quando ogni estate migliaia di cittadini, famiglie e attività si trovano a fare i conti con una pressione insufficiente o con interruzioni del servizio, siamo di fronte anche a una questione politica. E su questo è necessario essere chiari. L’Amministrazione comunale di Piombino non gestisce la rete idrica. Il gestore è ASA e il Comune di Piombino, con il suo 4,74%, è un socio di minoranza. Questo non significa, però, che il Comune sia rimasto a guardare. Al contrario, abbiamo continuamente sollecitato il gestore, mantenuto rapporti costanti con ASA e con gli amministratori di condominio e raccolto le segnalazioni dei cittadini, cercando ogni volta di ottenere interventi concreti. Ma chi oggi governa o ha governato per lungo tempo i livelli istituzionali che hanno avuto un peso determinante nelle scelte del sistema idrico toscano non può pensare di chiamarsi fuori dalle responsabilità politiche».
L’incontro pubblico
Intanto il Pd invoca un incontro pubblico: «Riteniamo necessario convocare un’assemblea pubblica, con la partecipazione dell’Amministrazione comunale, di Asa, dei Consigli di Quartiere e dei tecnici competenti, affinché siano i cittadini stessi a poter porre domande e ricevere risposte. L’incontro dovrà fornire un quadro chiaro e aggiornato della situazione, illustrando: le cause delle criticità riscontrate; le azioni già intraprese; gli interventi previsti; le tempistiche stimate per il ripristino della piena funzionalità del servizio. Non è più il momento delle rassicurazioni generiche: servono risposte precise e soprattutto soluzioni concrete». Dura anche Avs: «Il vicesindaco Coppola ha avuto la faccia tosta di indicare come soluzione l’installazione di autoclavi nei condomini e, dove queste non sono realizzabili, cisterne in piazza Costituzione: sono palliativi che scaricano sui cittadini una responsabilità e un costo che dovrebbero ricadere altrove. A nostro avviso, chi subisce questi disservizi e riceve acqua a una pressione indecorosa non può pagare la stessa cifra della quota acquedotto degli altri. Chiediamo che Comune e ASA discutano di sconti in bolletta per le utenze che documentano un disservizio prolungato, distinguendoli da chi il problema non lo ha avuto. Per questo riteniamo non più rimandabile un incontro».
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