Invasione di gabbiani a Piombino, l'esperto Lipu: «In dieci anni sono aumentati del 173%»
All’inizio dell’anno cercano i luoghi per fare i nidi, vanno dissuasi: «Funzionano anche i palloni a forma di rapace»
Il censimento regionale non viene fatto da qualche anno per mancanza di fondi mentre la Lipu sta facendo proprio in questo periodo una sorta di “osservazione” sulla presenza dei gabbiani reali ma limitata alla città di Livorno. A Piombino, in città, secondo l’ornitologo Emiliano Arcamone, autorità a livello regionale in materia, potrebbero esserci come minimo 100 coppie di gabbiani reali. I residenti non nascondono più la loro esasperazione. Anche perché se l’argomento non è nuovo, quest’estate, i gabbiani reali sono stati presenze «particolarmente fastidiose»
«La cifra è indicativa – dice Arcamone – ma ormai da anni si sa che nidificano ovunque, sui tetti e nelle zone industriali. Sono molesti ma credo che si debba abituarci a convivere con loro».
E sull’esigenza di conviverci, gestendo meglio i nostri rifiuti, conviene anche Nicola Maggi, responsabile del Cruma-Lipu di Livorno.
Arriva in aiuto dei cittadini, ma chiariamolo subito, senza soluzioni definitive Marco Dinetti, responsabile dell’Ecologia urbana della Lipu e direttore scientifico della rivista Ecologia Urbana.
Le proteste
«Arrivano anche a noi tante proteste – racconta Dinetti – perché i casi limite non mancano: ci sono persone che non sono riuscite a far salire sul tetto l’antennista che veniva minacciato dai gabbiani reali che lì, avevano nidificato, o famiglie costrette a lasciare agli uccelli in gestione il proprio terrazzo, scelto anche in questo caso come “casa” dei loro piccoli. Anche noi, come Lipu, ci rendiamo conto delle difficoltà: anche perché in dieci anni sono aumentati del 173% e abbiamo la sensazione che a Livorno censiremo oltre mille coppie. E non tenendo conto di proprio tutta la città. Anche a Piombino la situazione è analoga e i numeri di Arcamone sono semmai al ribasso, è un ornitologo di grande esperienza e c’è da fidarsi».
Un po’ di pazienza
Intanto Dinetti raccomanda di avere ancora un po’ di pazienza perché ormai siamo agli ultimi giorni di convivenza forzata. «I piccoli entro fine agosto – dice – prenderanno il volo e quindi i gabbiani per qualche mese dovrebbero allontanarsi. A Piombino hanno cibo dentro la città ma si spostano di 50-60 chilometri e quindi hanno a disposizione un ristorante prelibato, che è il mare. Senza piccoli arrivano tranquillamente all’Elba e tornano indietro in una giornata. Le maggiori colonie del resto sono nell’Arcipelago. E comunque trovare soluzioni quando hanno i piccoli nel nido è praticamente impossibile. Il periodo per intervenire è quello compreso tra gennaio e febbraio».
Cosa fare?
La prima cosa è quella di cominciare ad osservare il proprio tetto, i lampioni, i propri balconi. «All’inizio dell’anno i gabbiani reali – aggiunge Dinetti – cominciano a cercare i luoghi migliori per deporre le uova. Quindi se si cominciano a vedere in giro conviene correre subito ai ripari. Come? La cosa migliore è occupare quelli che sono i luoghi individuati. Sul tetto possono essere messi fili che ostacolano il loro volo. Hanno un’apertura alare importante e se vedono ostacoli non si stabilizzano. Vanno rese scomode canne fumarie e tutti quei luoghi in cui possono appoggiarsi. Se si hanno terrazze appetibili è bene posizionarci delle piante».
Ma attenzione. Non è che solo mettendo una cosa ingombrante il problema è risolto. «È necessario spostare le cose perché altrimenti si abituano e comprendono che non si tratta di niente di pericoloso. Spazio alla fantasia: in commercio ci sono palloni a forma di rapace gonfiabili. Funzionano. L’importante è che non stiano fermi ma si muovano».
Rifuti e cibo
Infine ma è la cosa più importante è necessario non lasciare rifiuti in giro che possono essere aperti né cibo. «La città deve essere pulita. Meno sporco c’è meglio è. Non dimentichiamo che i gabbiani sono spazzini: e se Piombino è pulita, per loro non è ospitale».
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