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Il lutto

Campi Bisenzio, fiori e lacrime davanti alla Capp Plast per Kumara Gedara

di Redazione Firenze
Campi Bisenzio, fiori e lacrime davanti alla Capp Plast per Kumara Gedara

La moglie e i figli abbracciati dai colleghi nel raccoglimento. La Cgil: «Non è più accettabile morire sul lavoro»

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CAMPI BISENZIO Un mazzo di fiori davanti ai cancelli. Dietro, la moglie e i figli di Kumara Gedara stretti ai colleghi che fino a venerdì sera avevano lavorato con lui. Gli abbracci arrivano uno dopo l’altro, qualche parola a bassa voce, le lacrime. Domenica mattina davanti alla Capp Plast di via Nenni, a Capalle, per alcuni minuti il piazzale della fabbrica diventa il luogo del ricordo del lavoratore di 61 anni, originario dello Sri Lanka, morto durante il turno serale.

Con la famiglia ci sono le Rsu, lavoratrici e lavoratori dello stabilimento, i delegati della Cgil. Davanti alla Capp Plast arriva anche l’assessora al lavoro di Campi, Carla Bonora. S’è messa la fascia tricolore e ha depositato il mazzo di fiori al cancello rosso. Sono presenti anche il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani e la vicesindaca di Sesto, Giulia Barducci. È un raccoglimento a meno di due giorni dall’incidente e mentre resta ancora da ricostruire la sequenza esatta che ha portato alla morte di Gedara. Venerdì sera il sessantunenne stava movimentando materiale nel piazzale. Secondo i primi accertamenti era sul muletto, poi sarebbe sceso per ragioni ancora da chiarire. Accanto al mezzo c’era un pallet carico di sacchi con materiale destinato alla lavorazione. Il bancale si è ribaltato e lo ha travolto.

La Capp Plast produce contenitori, pallet e imballaggi in plastica e nello stabilimento di Capalle si lavora anche la sera. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte. Sul posto sono arrivati i sanitari, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici del servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’Asl Toscana centro. I soccorsi non sono riusciti a salvarlo. Gli accertamenti dovranno chiarire perché Gedara sia sceso dal carrello elevatore, che cosa abbia provocato il ribaltamento e in quali condizioni si svolgesse la movimentazione del carico.

Davanti ai cancelli, domenica, la famiglia resta al centro del gruppo. La moglie e i figli ricevono gli abbracci dei colleghi. Qualcuno piange. Poi prende la parola Laura Scalia della segreteria della Cgil di Firenze. «Vogliamo che questo diventi un monito», dice. «Non è più accettabile morire sui luoghi di lavoro, non è più accettabile non vedere azioni concrete che possano sviluppare un sistema di rete che permetta alle lavoratrici e ai lavoratori di tornare a casa la sera dopo il proprio turno».

La Cgil chiede informazione, formazione, controlli efficaci e «l’assunzione di responsabilità» di chi deve vigilare sulla sicurezza. Scalia aggiunge che il sindacato continuerà a «costruire un sistema di rete» per rafforzare la formazione dei lavoratori e i controlli, chiamando in causa anche chi, nei luoghi di lavoro, ha il compito di vigilare. Proprio la Capp Plast aveva dedicato alla prevenzione una giornata di formazione nello stabilimento di Capalle: il 23 dicembre scorso macchinari e reparti erano stati fermati per il “Safety Day”, organizzato per il secondo anno consecutivo. Un’altra giornata era stata promossa in aprile nello stabilimento di Prato. L’azienda aveva inoltre organizzato corsi di italiano per i dipendenti stranieri, anche per facilitare la comprensione delle procedure e della segnaletica di sicurezza.

Quella di Gedara è la seconda morte sul lavoro in Toscana in quattro giorni. Mercoledì 5 agosto, a Carrara, un operaio di 44 anni era morto in un’azienda del settore marmifero. A Capalle, Asl e carabinieri lavorano sulla dinamica dell’incidente.

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