Piombino nella morsa del caldo: viaggio nella città dove le zone d’ombra sono un miraggio
Strade assolate, pochi alberi: piazza della Costituzione, Frati e piazza Dante le uniche “oasi”
PIOMBINO. Il caldo è davvero asfissiante. Sono le 15 di domenica. Parcheggiamo un attimo l’auto vicino a Piazza della Costituzione perché vediamo un grande viavai di persone. Anziane e anziani ma anche bambine e bambini, giovane coppie, madri e padri di mezza età. Dopo aver parcheggiato, scendiamo dall’auto e una folata di calore innaturale ci attacca aggressiva sul volto e sul resto del corpo.
No, non è chiaramente un caldo normale. Ormai crediamo sia chiaro a tutti che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi climatica epocale, hai voglia a far finta di nulla o a negarla come diversi laureati della strada, orgogliosamente, fanno. Per entrare in Piazza della Costituzione ci sono vari ingressi. Ne scegliamo uno – quello più vicino al parcheggio, da autentici pigri – e passiamo dal cancelletto, con accanto quella sorta di anfiteatro che svetta sulla piazza stessa diviso in due blocchi contigui.
Non appena mettiamo piede dentro, la temperatura cambia. Si abbassa. Vediamo, con estremo piacere, ampie e diffuse zone d’ombra prodotte dai molti alberi di alto fusto che ci sono qui. Le molte panchine sono quasi tutte occupate. Ma non importa: nella parte resa più fresca dagli alberi c’è un gruppo di anziane signore, probabilmente abitanti in questa zona, che si sono portate delle sedie di legno. Quelle pieghevoli, sapete? Bene. Si sono messe lì tutte insieme, saranno una decina. Parlano, ridono, discutono.
Poco oltre, fuori dalla piazza, vediamo passare una giovane che con una mano si passa l’acqua, fatta uscire da una bottiglietta di plastica, sulla fronte e sulla nuca. Qui dentro, invece, si sta bene. Una giovane mamma fa giocare la propria bambina sul ponte di legno in mezzo alla piazza. Altri genitori hanno portato figli e figlie piccoli sull’altalena.
Ieri una scena simile, ma senza i giochi che ci sono qui, l’abbiamo vista in Piazza Dante verso le 17: dei signori e delle signore che si godevano gli spazi d’ombra offerti dagli alberi presenti nella piazza. Andando per Piombino città, di questi spazi non ne troviamo molti. Anzi: ce ne sono pochi. A parte il parco comunale “Orto dei frati” – detto più comunemente, dai piombinesi, “ai frati” – che è molto ampio e pieno di alberi, verde e giochi, la città scarseggia di zone d’ombra. Ogni tanto troviamo zone ombreggiate camminando sul marciapiede, come in via Da Vinci, e al capolinea di piazza Verdi qualche albero regala altrettanti punti d’ombra. Per il resto, si parla di piccole porzioni.
Le zone più frequentate, come Piazza Bovio, presentano piccoli alberelli che creano insufficienti zone d’ombra, mentre viale del Popolo è sotto il sole. Non hanno zone d’ombra neanche Corso Italia e via Vittorio Emanuele. Difficile trovare un minimo di ristoro in via Ferrer, in via Pisacane e in altre zone del centro. A Cittadella non ci sono alberi né ombra, così come non ci sono andando verso il porticciolo vecchio, suggestivo luogo di Piombino sotto piazza Bovio. Da ora in avanti la crisi climatica non concede molte alternative: le nostre città dovranno essere tappezzate di alberi. Solo così il caldo asfissiante potrà essere mitigato, solo cosìci si può salvare da qualcosa che noi stessi, in modo stupido e scellerato, abbiamo provocato e che sarà sempre più grave. Gli alberi non solo potrebbero salvare dal caldo, ma permetterebbero di respirare meglio, migliorerebbero la qualità della vita e sarebbero esteticamente dei bellissimi “elementi di arredo” naturali e di pregio. E ovviamente, sotto gli alberi, delle panchine di legno in cui la gente possa riunirsi e ripararsi.
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