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Il cantiere

Calamoresca, tornano le ruspe: «Fingiamo che il chiosco non ci sia»

di Matteo Scardigli

	I lavori al piazzale di Calamoresca (foto Paolo Federighi)
I lavori al piazzale di Calamoresca (foto Paolo Federighi)

L'assessore Vita: l’ente pronto a ordinare la demolizione del Gattarossa

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PIOMBINO. La sentenza del tribunale amministrativo regionale sul chiosco del Gattarossa ha “tolto il tappo” all’intervento per la riqualificazione del piazzale di Calamoresca, al centro dell’assemblea di quartiere che Salivoli ha convocato per domani sera (22 luglio). Anche se i ferri sono ancora corti e la questione potrebbe non essere chiusa.

Il Tar ha respinto il ricorso promosso da Giovanna Gianna Manneschi contro la decadenza della concessione, ma l’ormai ex titolare ha facoltà (e tempo, si vedrà) di presentare appello al Consiglio di Stato. Tuttavia, per il Comune, la questione è secondaria: avanti con il cantiere che un mese fa valse all’ente il duro attacco di Confcommercio, Confesercenti e Cna per «troppi ritardi sul cronoprogramma e nessuna certezza per chi fa turismo»; sotto i riflettori delle associazioni di categoria c’era un po’ l’intera zona.

I lavori erano partiti nella prima metà di aprile e all’epoca l’assessore ai lavori pubblici Marco Vita prevedeva 60 giorni (due mesi) prima di restituire il piazzale rimesso a nuovo alla comunità. Di mesi ne sono passati tre e oggi lui confessa che «come lavori pubblici eravamo pronti alla riqualificazione già un paio d’anni fa ma abbiamo temporeggiato per il ricorso. L’intervento procede ma sarebbe andato avanti ugualmente, ed è ovvio che il Tar ci dà la possibilità di non “girare intorno” al Gattarossa». E spiega: «La struttura non è nostra, però non ha più titolo a stare lì e quindi deve essere smantellata con ripristino dei luoghi; già il buonsenso avrebbe dovuto consigliare di rimuoverla, visto che è irrecuperabile. In ogni caso – anticipa – abbiamo dato mandato di ordinare a Manneschi di provvedere nei tempi più rapidi, se non lo farà ci penseremo noi a sue spese». L’eventuale appello non lo spaventa: «Legittimo che persegua tutte le strade che vuole, ma il Tar si pronunciò nel merito già quando decise sulla sospensiva».

Il percorso è tracciato: nuovo bando, nuovo affidatario, nuova struttura – la zona è sottoposta a vincoli, ultima voce in capitolo alla Soprintendenza – e nuovi servizi. «Ma poco c’entra con i lavori pubblici», ricorda giustamente Vita facendo il punto: «Presto via i motorini, destinati al posteggio che stiamo completando davanti all’asilo lì di fronte, poi arriveranno aiuole verdi e panchine così come l’asfalto colorato ed ecocompatibile; dopo aver portato i sottoservizi». Il principio è tranciante: «Facciamo conto che il Gattarossa non ci sia più». Le tempistiche nette: «Tutto al suo posto entro settembre, anche prima. Ordinanze anti-caldo permettendo». Ci sarebbero i 60 giorni per l’appello (sono scattati alla notifica della sentenza) ma questa è un’altra storia: «È un percorso parallelo, lo seguiremo».

Cosa anticipa l’assessore ai residenti di Salivoli, che incontra domani sera insieme al vicesindaco Luigi Coppola alle 21 nella sala riunioni del lungomare Marconi 280? «Questo e poco altro», riassume, ed elenca: «Gli abitanti ci hanno proposto riflessioni (e per conto mio parlo di viabilità), alcune fattibili, che infatti sono state avviate agli uffici per valutare ogni aspetto tecnico, e altre di certo non praticabili che sono state respinte».

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