Piombino, aumenta la Tari: ecco chi pagherà di più – I calcoli, le cifre e le simulazioni
Sale la parte fissa e cala la quota variabile. Fatto il passaggio in commissione, ora tocca al consiglio comunale
PIOMBINO. Aumenti Tari in arrivo. Non subito né per tutti, ma questo è lo scenario che si profila all’orizzonte, scandito da due tappe: l’incontro della seconda commissione nel primo pomeriggio di venerdì 17 luglio e il consiglio comunale di lunedì 27.
La convocazione e la documentazione
Un passo indietro. La vicepresidente della commissione, Martina Pietrelli, ha inviato la convocazione venerdì 10. Lei stessa e i colleghi, di maggioranza e di opposizione, nei giorni seguenti, hanno ricevuto la documentazione inerente alla variazione del bilancio di assestamento 2026 e variazione al bilancio pluriennale 2027-2028, alla verifica degli equilibri di bilancio 2026 e al riconoscimento di sette debiti fuori bilancio a seguito di sentenze del giudice di pace; ma non quella relativa al Piano economico-finanziario del servizio rifiuti ai fini Tari e alle tariffe della tassa sui rifiuti, pervenute loro soltanto giovedì. La discrepanza nelle tempistiche è da attribuire alla convocazione dell’assemblea dell’Ato rifiuti, la prima dell’era Marcello Comanducci, sindaco di Arezzo subentrato al predecessore Alessandro Ghinelli sia in municipio che alla presidenza dell’Autorità di ambito della Toscana del sud.
L’assemblea dell’Ato rifiuti
Assemblea che si è riunita mercoledì con un nutrito ordine del giorno: determinazione del corrispettivo impianti per singolo Comune da imputare sul Pef Arera 2026 (il Piano economico-finanziario dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) da 9,3 milioni di euro; determinazione per singolo Comune del corrispettivo di ambito Arera per l’anno 2026 ante limiti alla crescita, e determinazione dei limiti alla crescita per singolo Comune a fini Pef Arera 2026 e ai fini dell’accordo procedimentale per i servizi opzionali; determinazione dei costi e delle detrazioni di diretta competenza comunale per l’anno 2026, con effetti sul Pef 2026 dell’accordo procedimentale sui servizi opzionali; validazione e determinazione del Pef Arera 2026 per singolo Comune e delle relative detrazioni, con applicazione dei limiti alla crescita al Pef 2025 per la determinazione delle entrate tariffarie 2026 ai fini Tari; e poi verifica degli equilibri e assestamento generale del bilancio 2026-2028 e altro ancora.
Il confronto in commissione
Chiusa l’assemblea gli uffici di palazzo civico hanno così potuto integrare la documentazione in modo tale da consentire il confronto odierno tra i presenti alla commissione tra il presidente Luca Lavoratori, la vice Pietrelli e i componenti Laura Bardi, Giuseppe Caputo, Giovanna D’Arienzo, Luigi Lunghi, Monica Pierulivo e Simone Valenziano. All’esito della commissione la proposta sulle nuove tariffe approderà in assise per la discussione e la votazione.
Le anticipazioni dell’amministrazione
Avevamo quindi chiesto anticipazioni all’amministrazione, che ci aveva risposto con una nota: «Il provvedimento recepisce il nuovo quadro normativo introdotto da Arera e conferma l’impegno del Comune a sostenere le famiglie con maggiori difficoltà economiche, mantenendo le agevolazioni per i contribuenti con Isee fino a 10.000 euro e adeguandole al nuovo bonus sociale rifiuti. La proposta conferma inoltre le riduzioni per i residenti nelle aree prossime ai grandi stabilimenti industriali e agli impianti di smaltimento dei rifiuti. Le domande per ottenere le agevolazioni dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2026. Per quanto riguarda le tariffe – eccoci al punto – probabili ritocchi in alto, dovuti agli aumenti dei costi del servizio sostenuti da Sei Toscana, in particolare per gli investimenti in mezzi e dotazioni, che confluiscono nel Piano economico-finanziario e che si abbattono anche su Piombino e che l’amministrazione è costretta a recepire».
Il criterio adottato per le nuove tariffe
Ecco allora il criterio adottato nella stesura dello schema recapitato ai consiglieri: per le utenze domestiche aumento della parte fissa (euro/metro quadro) a fronte di una riduzione della parte variabile (euro/anno), e aumento per le pertinenze in diverso corpo di fabbrica (come box auto e garage) che però non hanno una parte variabile; idem per le utenze domestiche non residenti (ma senza garage e simili); idem per le utenze non domestiche, dove tuttavia parte fissa e variabile si calcolano entrambe per euro/metro quadro.
Gli esempi di calcolo
Facciamo allora alcuni esempi considerando l’utenza domestica di un appartamento di dimensioni standard pari a 80 metri quadri: una persona che oggi paga 200,95 euro (parte fissa 1,31 euro/metro quadro più parte variabile 96,15 euro/anno) si ritroverebbe a pagare 221,45 euro (parte fissa 1,69 euro/metro quadro più 86,25 euro/anno); due persone che pagano 306,7 euro ne pagherebbe 319,7; tre persone passerebbero da 246,38 euro a 381,01; quattro persone da 446,09 euro a 453,11; cinque persone da 533,01 euro a 533,59; sei persone o più, invece, da 600,3 euro scenderebbero a 597,1. La parola, adesso al consiglio comunale.
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