Piombino, il mondo dello sport piange Fabio Quilici: storico allenatore di atletica leggera
Ex velocista è stato anche arbitro di calcio: per anni ha lavorato alla Fidal nazionale
PIOMBINO. Si è spento all’età di 85 anni (ne avrebbe fatti 86 ad agosto) Fabio Quilici, per una vita allenatore di atletica per il Centro Atletica Piombino. Spazio che ha contribuito a fondare e che ha presieduto per diversi anni. Ma descriverlo così potrebbe essere riduttivo: il nome di Fabio Quilici, infatti, a Piombino è un vero e proprio sinonimo di atletica.
Fabio, che si è spento a causa di un brutto male, con cui ha convissuto negli ultimi due anni e mezzo, nella sua vita è stato anche tante altre cose però: velocista, dirigente sportivo, arbitro di calcio, commissario degli arbitri, preparatore atletico nel volley. E per anni ha lavorato per la Fidal nazionale. Insomma, una persona che ha forgiato la scuola dello sport, e quindi dei valori, della comunità piombinese. Tanto che dal Coni Fabio ha ricevuto la stella al merito sportivo, mentre dalla Fidal ha ricevuto la Quercia al merito sportivo di secondo grado.
La carriera
Gli esordi di Fabio sono stati sul campo della terra del Magona, era il 1964, l’uomo doveva ancora sbarcare sulla Luna. Fabio e i suoi compagni si trovavano a praticare la professione che amavano al “dopo lavoro”, quando l’illuminazione al Magona, era di fatto la luce dei fari delle macchine parcheggiate. E poi, quando è diventato allenatore, erano famosi i suoi panini con la mortadella, quelli che portava ai suoi atleti, per condividere con loro tempo di qualità anche dopo le gare, per unire il gruppo. Fabio era un uomo umile, e lo è stato fino alla fine. Ancora una volta, la sua passione, l’atletica, rende bene l’idea di chi fosse Quilici: in tarda età aveva accettato di gestire il campo di atletica Luciano Simone: era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via.
I ricordi
Quando Piombino ha appreso della sua scomparsa, sui social sono iniziati i messaggi di cordoglio. Stefano Tamburini, che di Quilici è stato atleta, e che con lui si è allenato fino ad arrivare sesto ai campionati italiani juniores di 10 chilometri, nel 1980, lo ricorda così su Facebook: «Fabio non è tenero e neanche burbero, e sentirgli dire un “bravo” è rarissimo», scrive Tamburini, per poi raccontare quanto ha imparato, atleticamente, e umanamente, dal suo maestro. «Noi ragazzi di ieri, e di oggi, ti vogliamo bene», scrive ancora Tamburini. A ricordare Fabio è anche Armando Mansani, che oltre ad essere stato un suo atleta ha anche vissuto la famiglia Quilici, essendo stato marito di una delle sue figlie.
«Lo sport era quello che amava, quello che ha sempre fatto, fin quando era giovane – dice –. Fabio verrà ricordato come una persona che a tutti noi sportivi ha insegnato tantissimo». I funerali di Fabio si terranno domani, 25 giugno, in orario e luogo ancora da specificare.
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