Piombino, Metropolitan chiuso: si punta sul cinema all'aperto. Ma il futuro della struttura resta un'incognita
La discussione è partita da un’interrogazione di Rifondazione: «L’impegno del Comune appare tardivo». L’assessora Nigro: «La perdita va sanata»
PIOMBINO. Per la prossima stagione estiva è stata individuata nell’area di Cittadella, nei pressi del Museo Archeologico, come spazio per il cinema all’aperto. È quanto ha affermato l’assessora alla cultura del Comune di Piombino Sabrina Nigro rispondendo ad un’interrogazione formulata da Dario Filippi, consigliere comunale di Rifondazione comunista.
Filippi ha chiesto all’assessora Nigro, durante il consiglio comunale di venerdì 30 gennaio, quali sarebbero stati gli spazi per il teatro e il cinema alla luce della chiusura, nello scorso luglio, del Metropolitan. «Nel 2026 – ha detto Filippi – Piombino rischia di restare senza spazi stabili per cinema e teatro. Ciò si traduce in ricadute sul tessuto sociale e sui cittadini che non si possono permettere, per varie ragioni, di andare fuori Piombino. Per una città già segnata da una forte crisi, perdere un luogo importante di cultura come il Metropolitan è un ulteriore grande impoverimento. Uno stop di un anno o due spezza i circuiti culturali, allontana le compagnie, mette Piombino fuori dalla mappa. Quali sono le alternative che mette in campo l’amministrazione? » .
Nigro ha risposto elencando anche i tentativi fatti dall’amministrazione. «La perdita, seppur temporanea, di un luogo come il Metropolitan – ha detto Nigro – è grave e deve essere sanata. Perdita temporanea, dicevo, perché ci saranno dei lavori sui quali non entro in merito». Fra parentesi, lo diciamo noi, non sono state fornite tempistiche né notizie di alcun tipo sui lavori, sul bando, sulla loro durata. Nigro ha proseguito: «Vedere tuttavia il Metropolitan come unico luogo della cultura è un modo un po’ troppo semplice di esaurire l’argomento. Quest’amministrazione è fermamente convinta che cinema e teatro siano pilastri fondamentali per la coesione sociale e la crescita culturale della comunità. In seguito alla chiusura del Metropolitan, abbiamo attivato una serie di azioni per eventuali soluzioni alternative».
Nigro ha citato i circa 600 spettatori in media dei 9 spettacoli teatrali organizzati ogni anno con Fondazione Toscana Spettacolo, il successo della stagione concertistica organizzata con l’Orchestra Toscana Ort e gli spettacoli per ragazzi organizzati con Matan Teatro. «Queste – ha detto Nigro – erano le tre principali rassegne organizzate dal Comune nel periodo da novembre a marzo. Si aggiungevano altri eventi, non solo culturali, organizzati da altri soggetti, i saggi di fine anno delle scuole di danza e di musica, le assemblee scolastiche e altro ancora». Nigro ha parlato di aver contattato varie aziende per considerare o meno la possibilità di affittare una tensostruttura che contenesse circa 400 persone, ma dopo essersi consultata con i partner Fondazione Toscana Spettacolo e Ort, che hanno sconsigliato la tensostruttura per problemi di acustica e altre criticità, il Comune ha deciso di abbandonare questa pista. Nigro e l’amministrazione hanno fatto un sondaggio con la proprietà dell’ex cinema Odeon, ma anche in tal caso si sono presentate criticità strutturali. Si sta ancora valutando la possibilità di adibire la sala congressi del Falesia (150 posti) a cinema.
«Tuttavia in questi mesi – ha detto Nigro – abbiamo aumentato le proiezioni cinematografiche alla Biblioteca Civica Falesiana, al Centro Giovani è stata proiettata una rassegna di film d’animazione, una su vari generi da settembre a dicembre e poi, da gennaio a maggio, ci sarà la rassegna dedicata alla Disney per le famiglie e i più piccoli. Per l’estate stiamo predisponendo, con delle realtà locali, un cinema all’aperto presso la piazza di Cittadella vicina al Museo Archeologico». Dopo aver chiarito che proseguiranno le collaborazioni con Matan Teatro per il teatro dei ragazzi e con Etruria Classica per i concerti, Nigro ha detto che per gli eventi delle scuole di danza e di musica il Comune ha messo a disposizione la Corte pentagonale. «Credo – ha replicato Dario Filippi – che la città senta come tardivo l’impegno dell’amministrazione nel cercare alternative. La paura è che la città si senta veramente abbandonata da questo punto di vista. Questo è un dato politico – ha concluso Filippi – e credo sia prevalente rispetto al dato tecnico».
