Il Tirreno

Siderurgia

Cassa integrazione Jsw, firma per 1.300 lavoratori. Ma l’accordo di programma è ancora fermo

di Andrea Rocchi

	Un interno della Jsw (foto Barlettani 2016)
Un interno della Jsw (foto Barlettani 2016)

L’intesa fra il gruppo indiano e il governo è slittata, ma resta fondamentale per il laminatoio ferroviario

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PIOMBINO. Sono giorni cruciali per il futuro della siderurgia a Piombino, a partire dagli appuntamenti di oggi e domani con la partita degli ammortizzatori sociali sul tavolo del ministero che impatta su circa 1.300 lavoratori. Stamani a Roma le parti sono convocate per la firma dell’accordo sul rinnovo della Cig per Jsw Steel Italy. Domani è attesa la proroga della cassa per ulteriori 6 mesi per una cinquantina di addetti della Gsi Lucchini.

I soldi del Governo ci sono, partita da 25 milioni

Per Jsw l’accordo era stato siglato il 3 gennaio 2025 e copriva il periodo tra l’8 gennaio e il 7 gennaio di quest’anno. L’intesa è scaduta, e dunque siamo in deroga, ma già prima di Natale, a conferma di voler assicurare continuità ed evitare pesanti strappi occupazionali, il gruppo indiano aveva inviato la nuova istanza di rinnovo per ulteriori 12 mesi. L’attesa delle misure in Finanziaria si è chiusa da pochi giorni non appena il governo ha inserito in bilancio 100 milioni per le aree industriali di crisi complessa.

Una boccata di ossigeno che arriva anche nel polo siderurgico piombinese alle prese con delicatissime operazioni di rilancio. Così dal Ministero del Lavoro è arrivata la convocazione: due giorni importanti, soprattutto quello di oggi (ore 11), che riguarda poco meno di 1.300 lavoratori Jsw tra attivi e non attivi. Lo scorso anno interessati al provvedimento erano 1.310 addetti coprendo sia i centri produttivi attivi (circa 500 dipendenti con integrazione fino al 90%) che quelli inattivi (810 a zero ore). Con alcune uscite il numero degli interessati è leggermente calato. Le modalità e i tempi della cassa in deroga dovrebbero essere gli stessi. Dai sindacati, che stamani parteciperanno collegati in call all’incontro romano dove oltre ai ministeri del Lavoro e dell’Industria sarà presente l’azienda, l’Unità di Crisi e la Regione Toscana attraverso l’articolazione Arti - traspare un cauto ottimismo. Da un lato c’è la sicurezza che gli ammortizzatori sociali ci sono (si calcola per Piombino una cassa finanziata per circa 25 milioni). E che quindi la partita occupazionale sarà comunque gestita, come spiega David Romagnani della Fiom Cgil. Caso mai c’è da capire come saranno ripartiti questi 100 milioni, solitamente assegnati alle Regioni e che invece stavolta, probabilmente, saranno gestiti a livello centrale.

Il rebus dell’accordo di programma

Dall’altra c’è preoccupazione perché l’accordo di programma di Jsw col governo non è stato ancora firmato. Ed è cruciale per far partire i lavori di ristrutturazione del treno rotaie. «Jsw aveva chiaramente manifestato la volontà di firmare entro la fine del 2025 - spiega Lorenzo Fusco, segretario Uilm - e dallo stesso governo era stata indicata questa intenzione. Era stata anche fissata la data del 19 dicembre. E’ chiaro che vogliamo capire a che punto siamo». Concetto ribadito anche da Romagnani e da Paolo Cappelli, segretario Fim: «E’evidente che chiederemo lumi». L’accordo di programma è fondamentale per il futuro di Jsw, dei suoi dipendenti e dell’economia piombinese dato che prevede l’ammodernamento del laminatoio ferroviario - costo stimato 143 milioni (di cui 33 di sovvenzioni pubbliche) una durata prevista 18 mesi e l’obiettivo di passare da 320mila a 600mila tonnellate di rotaie prodotte all’anno aumentandone la lunghezza da 108 a 120 metri. Perché allora questo ritardo?

Banchine e bonifiche

La sensazione è che la partita delle bonifiche delle aree (sollecitata anche dal Comune di Piombino), ma soprattutto quella dell’utilizzo delle banchine in porto, sia cruciale. In attesa che quella di Metinvest prenda corpo con l’investimento del gruppo ucraino (produrre 2,5 milioni di coils con l’acciaieria elettrica da 3,2 miliardi), il nodo da sciogliere è quello della banchina della Piombino Logistic dove dovranno convivere anche Jsw e la stessa Metinvest in un quadro regolatorio definito con l’Autorità di Sistema Portuale. L’aspetto, questo, più complicato.

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