Il Tirreno

L’aggiornamento

Piombino, palazzo in fiamme: la vita degli evacuati e un sospetto che spunta nell'odore del fumo

di Luca Centini

	I vigili del fuoco nel palazzo e gli evacuati 
I vigili del fuoco nel palazzo e gli evacuati 

Tra portoni sbarrati, notti in albergo e scale annerite, i residenti aspettano di rientrare mentre le indagini cercano l’innesco del rogo

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PIOMBINO. Sotto i portici si sente ancora l’odore di fumo. Non sono ancora le 10. Il portone del palazzo all’angolo tra via Fiume e via Pertarca è presidiato da un vigilante della ditta privata Master Security. Nessuno può entrare per salire nelle case senza essere accompagnato dai vigili del fuoco. L’amministratrice di condominio Barbara Boldrini lo spiega ai condomini che, fin dalle prime ore della mattina, si sono radunati ai piedi del palazzo che giovedì pomeriggio è divenuto il teatro di una maxi emergenza.

L’incendio partito dall’androne del palazzo, le fiamme che hanno attaccato rapidamente l’ambiente. Il fumo che è salito fino al quinto piano, entrando negli appartamenti e creando il panico tra gli inquilini che, a quel punto, non potevano più uscire passando dalle scale. Chi abita al primo piano si è salvato in maniera rocambolesca, calandosi dalle finestre che danno sul cortile interno e sulla strada. Gli altri hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco, il cui intervento è stato veloce e provvidenziale. Una ventina di persone sono state visitate dal personale del 118, sette di queste hanno presentato disturbi legati all’inalazione di fumi. Due bambini sono stati portati via per precauzione. Per ore sotto i portici sono andate avanti le operazioni dei vigili del fuoco e le procedure di evacuazione degli 82 abitanti dei 19 appartamenti del palazzo.

Tra colpa e dolo

Il palazzo non è stato posto sotto sequestro. Tanto che nella mattina di venerdì 9 gennaio l’amministratrice di condominio ha attivato una ditta di pulizie per avviare la sanificazione dell’edificio e per svolgere le prime attività, dopo la conclusione ufficiale dell’intervento dei vigili del fuoco. Gli stessi vigili del fuoco che, probabilmente con il supporto delle forze dell’ordine, porteranno avanti le indagini necessarie a individuare le cause dell’incendio divampato intorno alle 15 di giovedì. In un primo momento si era diffusa la voce di un rogo causato da un cortocircuito occorso al quadro elettrico nell’androne del palazzo. Una ipotesi che con il passare delle ore, si è indebolita, fino a dissolversi in seguito alle ispezioni dei vigili del fuoco. Le fiamme sono rimaste distanti dal quadro elettrico e l’ origine “elettrica” del rogo pare da escludersi. L’ipotesi più probabile è che l’incendio sia partito da masserizie accatastate in fondo alle scale, passeggini e altro materiale. «Colpa o dolo? Adesso non saprei dirlo», ha spiegato l’ingegner De Luca, ufficiale del comando dei vigili del fuoco parlando con i giornalisti. Il dubbio, il giorno successivo alla maxi emergenza, non si è sciolto. Non è chiaro come quel materiale abbia preso fuoco. Un petardo, una cicca? O magari qualcuno voleva sbarazzarsi di quella roba? Tutte ipotesi, al momento, sulle quali non è consigliabile sbilanciarsi.

La notte fuori e il ritorno alla normalità

Sono circa 40 su 82 gli abitanti della palazzina all’angolo tra via Fiume e via Petrarca che hanno fruito nella notte tra giovedì e venerdì dell’ospitalità garantita presso il Villaggio Orizzonte e l’hotel Centrale di Piombino, strutture che hanno risposto positivamente alla richiesta di aiuto del Comune. Gli altri hanno trovato ospitalità da parenti o amici. Il rientro nelle case della palazzina dovrebbe materializzarsi a breve. Come hanno fatto sapere i vigili del fuoco dopo i sopralluoghi, l’inagibilità dell’immobile è dovuta al distacco delle forniture di energia elettrica e del gas. I danni strutturali, infatti, sono limitati all’androne delle scale e non sono stati riscontrati negli appartamenti, dove il fumo si è infiltrato passando dalle fessure e dai portoni aperti, ma le fiamme sono rimaste a distanza. Già ieri mattina alcuni inquilini si sono recati sotto il palazzo, presidiato dagli addetti della ditta di vigilanza privata. «Posso almeno andare a prendere il caricabatterie? Non possono usare il telefono», ci prova uno degli inquilini. «Sai quanto cibo avevo nel congelatore! Non voglio buttare via tutto». Piccoli grandi segnali di una normalità che sta per tornare. Nonostante tutto. 

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