Palazzo in fiamme a Piombino: «Un corto? Una falsa pista». Perché sul rogo ora cala l’ombra del dolo
Le fiamme sono partite da masserizie in fondo alle scale: indagini in corso
PIOMBINO. «Un cortocircuito. È partito dal quadro elettrico». La voce si diffonde nei minuti successivi allo spegnimento dell’incendio da parte dei vigili del fuoco. Quando, per intendersi, le operazioni di evacuazione degli 82 abitanti della palazzina di via Fiume è in pieno svolgimento e sotto i portici si vivono le fasi più concitate della maxi emergenza. In realtà, l’ipotesi di un cortocircuito si indebolisce rapidamente fino a dileguarsi quando l’ingegnere De Luca, ufficiale del comando dei vigili del fuoco di Livorno, parla con i giornalisti di fronte al portone del palazzo andato a fuoco.
«Come sempre non è facile individuare le cause: non appare un rogo dovuto a cause di natura elettrica. L’incendio si è sviluppato a una certa distanza dai quadri elettrici che sono rimasti pressoché intatti». «Dolo o colpa? Non saprei dirlo», taglia corto l’ufficiale che poi spiega come non sia chiaro, al momento, se la palazzina sarà posta sotto sequestro o meno. Mentre il vigile del fuoco parla, all’interno del palazzo si scorge l’androne delle scale visibilmente danneggiato, le pareti completamente annerite dal fumo, per terra detriti e macerie. Saranno le indagini tecniche portate avanti dai vigili del fuoco, dunque, a chiarire le cause dell’incendio. Incendio che sarebbe partito da masserizie, tra cui passeggini e altro materiale, accatastate nell’androne del palazzo. Come questo materiale abbia preso fuoco, al momento, non è certo, così come non è chiaro se le fiamme siano partite per colpa o volontariamente, le due ipotesi che al momento sarebbero le più accreditate.
Quel che è assodato è che il peggio è passato solo grazie alla tempestività dei vigili del fuoco e della macchina dei soccorsi. I pompieri sono intervenuti con quattro mezzi e dieci unità. Grande il dispiegamento di forze delle squadre delle associazioni impegnate nel servizio di assistenza del 118 e della protezione civile: sul posto le ambulanze della Pubblica Assistenza di Piombino con il medico a bordo, Croce Rossa Suvereto, Croce Rossa San Vincenzo, Croce Rossa Donoratico con infermiere, Misericordia Piombino. Poi la polizia municipale, i carabinieri e la polizia di Stato. Tutti impegnati a contribuire alla gestione dell’emergenza, ma anche a prendersi cura delle persone particolarmente toccate emotivamente da quanto accaduto. In via Fiume hanno seguito le operazioni il vicesindaco Luigi Coppola e l’assessore alla sicurezza Vittorio Ceccarelli: «I vigili del fuoco hanno prontamente spento l’incendio – spiegano – e la macchina dei soccorsi si è attivata in maniera tempestiva. La priorità è stata quella di mettere al sicuro le persone, quindi è stato fatto il censimento delle famiglie che occupano gli appartamenti. Quindi ci siamo attivati per accogliere le tante famiglie». «Desidero ringraziare – ha dichiarato il sindaco di Piombino – i vigili del fuoco, la polizia di Stato e locale, i carabinieri, la Misericordia, la Pubblica Assistenza e la Croce Rossa per il grande lavoro svolto».
