Piombino, la partita dell’acqua cruciale per far ripartire l’acciaio: le soluzioni possibili
Il sindaco: «L’acciaieria richiederà molta risorsa, tuttavia non si possono permettere emungimenti dalla falda idrica»
PIOMBINO. Garantire l’approvvigionamento al nuovo stabilimento siderurgico di Metinvest Adria senza compromettere in modo pesante l’equilibrio idrico del territorio attraverso i prelievi dalla falda. Sono i due punti fermi attorno ai quali si dovrà giocare – anzi si sta già giocando – la partita dell’acqua, uno degli aspetti cruciali alla base del progetto di rilancio del polo siderurgico di Piombino. È stato il sindaco Francesco Ferrari, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, a svelare alcuni dettagli della discussione in atto tra le istituzioni e Metinvest Adria nell’ottica dell’accordo di programma che si conta di firmare nel mese di marzo. Il vero punto di partenza per la realizzazione a Ischia di Crociano dello stabilimento da 2,7 milioni di tonnellate annue di acciaio che la newco composta da Metinvest e Gruppo Danieli. «Tra i fronti di trattativa c’è il tema delle acque – ha spiegato il primo cittadino in assemblea consiliare – l’acciaieria Metinvest, se realizzata, richiederà molta acqua e si tratta di tenere conto del tema dell’ingressione del cuneo salino in falda, per cui non si possono permettere emungimenti dalla falda». Il primo cittadino ha parlato anche delle proposte sul tavolo, che gli interlocutori stanno approfondendo in questa fase.
«La proposta è l’uso delle acque industriali attraverso i sistemi realizzati da Asa – ha spiegato il sindaco – il Fenice (1,5 milioni di metri cubi) e il Cornia Industriale (1,6 milioni di metri cubi). A ciò si lega il tema della bonifica della falda (il provvedimento di esclusione dalla valutazione di impatto ambientale è scadutone e deve essere riaggiornato, ndr) che porta al recupero di acque che devono essere usate da impianti industriali e non disperse in mare. Tra l’altro l’impianto TAF di trattamento delle acque reflue è progettato in un punto del Sin che ad avviso di Metinvest è interferente con il progetto della nuova acciaieria, quindi è stato chiesto di spostare la collocazione dell’impianto in un’area limitrofa a quella individuata ma che presenta un problema di livellamento del terreno, ovvero c’è da tenere conto di un dislivello». Insomma, la strada che sia l’azienda che le istituzioni contano di poter intraprendere è quella di un uso importante di acque reflue, attraverso un sistema di riutilizzo virtuoso. Del resto il riuso delle acque è stato uno dei primi tasti premuti da Metinvest, fin dai primi incontri avuti sul territorio e dalle prime slide con le quali si svelavano alcuni punti cardine del nuovo impianto che sarà realizzato dal Gruppo Danieli.
«Con il progetto “give water second life”, l’impianto acque dello stabilimento sarà realizzato in modo da riutilizzare materie secondarie come le acque reflue civili provenienti dal depuratore locale, evitando così prelievi da falda/fiume/acquedotti industriali – si legge nell’abstract con cui il gruppo industriale svelò alcuni dettagli dell’impianto pensato per Piombino – Si evitano prelievi di acqua di qualità che restano disponibili per uso potabile, minimizzando l’impatto ambientale. L’acqua di scarico, o di blow down, ritorna poi al depuratore civile, pertanto dal complesso industriale non ci saranno scarichi diretti in mare, attuando così il concetto di zero scarichi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
