Il Tirreno

Gas

Italis Lng, la Liguria fa muro: scontro aperto tra Rixi e Giani

Italis Lng, la Liguria fa muro: scontro aperto tra Rixi e Giani

Trasferimento da Piombino nel vortice delle elezioni regionali

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il progetto per il trasferimento del rigassificatore al largo di Vado Ligure (Savona) è ancora al vaglio della commissione Valutazione d’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, a Roma. Ma la politica si sta portando avanti. Ora la Liguria non lo vuole più. Il tema è tornato di grande attualità nelle ultime settimane. È al centro della campagna elettorale per le Regionali in Liguria, così come lo è stato alle comunali di Piombino. Al punto che le ragioni si ribaltano, anche sotto le stesse bandiere di partito. Si dice tutto e il suo esatto contrario, così nel centrodestra come nel centrosinistra.

A rompere il silenzio nelle stanze del governo è il viceministro al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, segretario della Lega ligure e candidato alle regionali come capolista dal suo partito: «Per noi la linea è chiara: il rigassificatore non si sposta in Liguria». Replica il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: «Per me né in Toscana né in Liguria. È demagogico l’atteggiamento del viceministro Rixi». Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, contattato dal Tirreno, invece, sceglie la linea del silenzio.

La disponibilità del sito di Vado Ligure, al termine del triennio alla banchina est della darsena nord del porto di Piombino, l’aveva data nella primavera del 2023 l’ex governatore di centrodestra della Liguria Giovanni Toti, arrestato e poi dimissionario. Ma la campagna delle regionali liguri ribalta tutto.

Lo scenario

La premier Giorgia Meloni, una volta a Palazzo Chigi, ha confermato la scelta del governo Draghi portando la nave rigassificatrice di Snam a Piombino con l’impegno, sulla scorta del negoziato a quattro tra le Regioni Toscana e Liguria, governo e Snam, che la Golar Tundra – così si chiamava all’epoca – sarebbe rimasta nel porto piombinese non più di tre anni. Poi avrebbe preso il largo diretta al porto di Vado Ligure. Ma la contrarietà espressa dai candidati alla presidenza della Regione Liguria dei due principali schieramenti, Marco Bucci per il centrodestra e Andrea Orlando per il centrosinistra, è netta. E in questi giorni che precedono il voto del 27 e 28 ottobre lo è ancora di più.

La Regione

Il presidente Giani prova a non prestare il fianco: «Non necessariamente deve andare in Liguria, perché non voglio neppure vedere il ping-pong fra la Liguria e la Toscana. Le Regioni italiane sono venti, d’altra parte i rigassificatori sono cinque e sono determinanti perché il costo del gas resti a 20 euro, se togliamo i 5 miliardi di metri cubi che quest’anno sono arrivati da Piombino, in Italia raddoppierebbe la bolletta a tutti». E sottolinea: «Ho detto che il rigassificatore dopo tre anni andrà via da Piombino. L’accordo con il Governo lo prevede. Ma questo non significa che deve andare in Liguria. Non c’è nessuno automatismo su questo – puntualizza il presidente – . Non l’ho mai detto e mai lo dirò. Il rigassificatore che dopo tre anni uscirà dalla Toscana andrà dove vorrà il governo nazionale». E riferendosi al viceministro Rixi: «Spetterà a lui, come uomo di governo, l’indicazione del luogo dove collocarlo. Non si usino quindi – conclude Giani – espressioni demagogiche e populiste, semmai è il governo che non ha mai dato seguito sulle opere di compensazione promesse al territorio. Sarà lui stesso in qualità, appunto, di rappresentante del governo a dover indicare in quale regione italiana, che non sia né la Toscana né la Liguria, sarà collocato il rigassificatore che oggi è a Piombino».

L’iter

La questione potrebbe rimettere in discussione l’iter incorso al ministero dell’Ambiente, dato che il progetto all’esame è tarato per la realtà di Vado Ligure. Dove spostarlo? Tra le ipotesi che sono circolate nei mesi in cui ha preso corpo la destinazione di Piombino si è presa in esame quella di un raddoppio dell’impianto che prevede l’installazione di una nave rigassificatore gemella della Italis a Ravenna. In ballo all’epoca anche la possibilità di un porto del Lazio.

Il dato

Di certo la nave rigassificatrice Italis, acquistata da Snam nel 2022 nell’ambito della strategia nazionale di diversificazione degli approvvigionamenti di Gnl e per sopperire alla mancanza del gas russo, è entrata in funzione dopo un anno di proteste di piazza a Piombino e la netta contrarietà del sindaco Ferrari, anche lui esponente di Fratelli d’Italia come la premier Meloni che ha completato l’iter avviato dal suo predecessore Draghi. Il rigassificatore è capace di stoccare 170mila metri cubi di gas liquido, trasformarli in forma gassosa aumentando di 600 volte circa il loro volume, per poi portarlo alla rete nazionale verso consumatori e imprese. L’infrastruttura che copre il 23 per cento del fabbisogno italiano di gas naturale liquido.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Gaza

Flotilla, le immagini choc da Israele: Antonella Bundu ammanettata e tenuta per il collo – Video

di Libero Red Dolce
Speciale Scuola 2030