Il Tirreno

Il caso

Presunto stupro a San Vincenzo, c’è l’assemblea per confrontarsi tra genitori

di Manolo Morandini
La pineta dove sarebbe avvenuto il rapporto sessuale
La pineta dove sarebbe avvenuto il rapporto sessuale

L’incontro allo stadio Barbetti a San Vincenzo, Cacelli (La Playa): «Parlarsi e ascoltarsi è il miglior modo per tranquillizzarci»

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SAN VINCENZO.  L’allarme resta. Ed è uno stato d’animo diffuso, al di là dei risvolti di quanto accaduto la sera del 24 luglio nella pineta a qualche centinaio di metri dalla discoteca estiva La Playa. A viverlo sono molti genitori che hanno sollecitato un incontro con gli organizzatori dell’Associazione New Sapiens e l’amministrazione comunale di San Vincenzo. Si terrà questa sera, lunedì 29 luglio, alle ore 21 negli spazi attigui allo stadio intitolato alla memoria di “Elia Barbetti”.

La sera del 24 luglio

Al di là dell’allarme a oggi non c’è niente di più. Non c’è un’ipotesi più certa delle altre per far luce su quanto accaduto la sera del 24 luglio nella pineta all’esterno della discoteca La Playa. Di sicuro, ci sono due adolescenti che si sono spinti su un terreno impervio, che rischia di farli precipitare. L’ombra della violenza sessuale resta tale, ma niente di più. Quella sera è stato attivato il codice rosa, quello per le vittime di violenza, salvo interromperlo su disposizione del magistrato di turno per l’assenza di riscontri medici.

Il confronto

Un’occasione di confronto e di ascolto. È questa l’idea di partenza. All’incontro interverrà l’amministrazione comunale con la vicesindaca Tamara Mengozzi e l’assessore Alessio Landi. Ma di sicuro il più atteso è Samuele Cacelli, che per tutti è Samuel dj Kimkò. Quello spazio di musica, ballo e spensieratezza che è La Playa lo si deve a una sua intuizione. Da 24 anni la discoteca estiva è un appuntamento fisso e di richiamo per gli adolescenti che si affacciano in discoteca. Ogni mercoledì dalle 23 all’una di notte si balla. Vengono organizzati anche dei bus dedicati per far arrivare i ragazzi dai comuni limitrofi, con partenze da Donoratico, Venturina Terme e Piombino.

La discoteca

«Abbiamo 14 persone addette alla sicurezza – dice Cacelli –, facciamo controlli all’ingresso che non entrino bottiglie e utilizziamo anche il metal detector. In 24 anni è la prima volta che ci troviamo di fronte a un episodio del genere. Oltre ai controlli in discoteca abbiamo due addetti alla vigilanza che perlustrano le zone esterne con delle torce, abbiamo anche illuminato parte di quella pineta, ma non possiamo certo spingerci troppo oltre l’area di nostra competenza. Ci raccomandiamo spesso con i ragazzi di non andare dov’è buio. Ma un fatto del genere è imprevedibile. È tutt’altro da ragazzi che vanno in escandescenze o che provano ad abusare di alcolici, queste cose le prevediamo e interveniamo prima che degenerino».

L’obiettivo

L’obiettivo è quello di ascoltare e tranquillizzare per non soffiare sul fuoco delle paure e delle insicurezze che si trovano a vivere i genitori. «Mi sono reso disponibile a incontrare tutti fin da subito – afferma Cacelli –. Sono convinto che se ci parliamo e ascoltiamo è il miglior modo per tranquillizzarci e anche per capire com’è che abbiamo organizzato la sicurezza e le attività della discoteca. Oltre ai 14 addetti, nonostante avremmo dovuto garantirne quattro per avere le autorizzazioni, ci sono anche i volontari dell’associazione con tanto di maglietta che li rende riconoscibili che se vedono qualcosa di strano sono pronti a segnalarlo al personale della sicurezza. Tanto per dare la misura anche nella zona dei bagni manteniamo la vigilanza».

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