Il Tirreno

L’inchiesta

Poggio Rosso, colpo di scena: sequestro revocato

di Luca Centini

	Le tende del glamping della Tenuta Poggio Rosso a Populonia Stazione
Le tende del glamping della Tenuta Poggio Rosso a Populonia Stazione

Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta del titolare della tenuta Diego Monelli. Disposta la restituzione dei beni e dei saldi attivi dell’azienda: «Demolite le accuse»

09 giugno 2024
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PIOMBINO. Colpo di scena alla Tenuta Poggio Rosso di Populonia Stazione. Il Tribunale del Riesame, con un’ordinanza depositata venerdì scorso, ha annullato il sequestro che - circa un mese fa - era stato compiuto dalla guardia di finanza di Piombino su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria aperta sulla scia del fallimento della Due Emme. In tutto sono 13 le persone indagate per varie ipotesi di reato.

Tra queste Diego Monelli, il titolare della Tenuta Poggio Rosso, accusato di bancarotta e autoriciclaggio in relazione alla cessione del ramo d’azienda contenente la tenuta. È stato proprio il titolare della tenuta Poggio Rosso, rappresentato dagli avvocati romani Luigi Annunziata e Gianni Bisogni, a presentare richiesta di riesame.

Una richiesta che, nelle ore scorse, è stata accolta integralmente. Una decisione che, secondo i legali di Monelli, minerebbe la tenuta del quadro accusatorio messo insieme dalla Procura.

Cosa succede adesso? Il Tribunale del Riesame di Livorno ha ordinato «la restituzione di quanto in sequestro - si legge nel dispositivo - ramo d’azienda oggetto di cessione dalla Poggio Rosso società agricola alla Tenuta Poggio Rosso e dei saldi attivi dei conti correnti della Tenuta Poggio Rosso». La cifra del sequestro, esplicitata nell’ordinanza emessa un mesa fa dal Gip era pari a 619.115, 70 euro, l’importo a cui si riferirebbe il trasferimento contestato.

Le indagini

I fatti a cui si riferisce l’inchiesta avviata dalla guardia di finanza sotto il coordinamento della Procura di Livorno sono legati al fallimento della ditta Due Emme, avvenuta nel 2018.Il sequestro, reso noto dalla guardia di finanza lo scorso 13 maggio, ha fatto scalpore a Piombino, dal momento che ha interessato un’azienda (la Poggio Rosso) molto affermata e conosciuta nel campo dei vini e del turismo. Così come ha fatto discutere il coinvolgimento in tutto di tredici persone, alcune delle quali professionisti molto conosciuti e stimati in città, la maggior parte dei quali non sapeva di essere sotto indagine. Tra le varie ipotesi di reato al vaglio della Procura ci sarebbero l’emissione di fatture false e l’accesso abusivo al credito, fin dal 2013, «per cercare di superare le difficoltà economiche» della Due Emme. Poi, nel 2020, il presunto episodio di autoriciclaggio, con il passaggio di un ramo di azienda dalla vecchia società a una nuova «allo scopo di evitare che la curatela fallimentare della Due Emme, in possesso del credito vantato nei confronti della Poggio Rosso, potesse avviare azioni sui beni mobili di quest’ultima». Un sistema, quindi, messo insieme per aggirare le procedure fallimentari e scongiurare le azioni che quelle stesse procedure avrebbero comportato.

La svolta del Riesame

Siamo sempre nella fase delle indagini preliminari e i reati ipotizzati dalla Procura dovranno essere provati. È certo, tuttavia, che la decisione del Tribunale del Riesame segni un importante punto a favore delle persone coinvolte nell’inchiesta. O almeno questo è quanto ritengono i legali di Diego Monelli che, essendo il titolare della Tenuta Poggio Rosso, in questa indagine ha di certo un ruolo di rilievo.

«In attesa di leggere le motivazioni del provvedimento di dissequestro appena giunto - spiegano gli avvocati Luigi Annunziata e Gianni Bisogni - è del tutto evidente come la tesi sostenuta dalla Procura della Repubblica di Livorno nei confronti di Diego Monelli, accusato di bancarotta ed autoriciclaggio in relazione alla cessione del ramo d’azienda contenente la Tenuta Poggio Rosso, sia stata completamente disattesa dal Tribunale del Riesame».

«Monelli estraneo a tutto questo»

I legali sono convinti che la disposizione dell’immediato dissequestro intervenuto comporti «la demolizione della tesi accusatoria relativa all’ipotizzato reato di autoriciclaggio». «Anche a nome del nostro assistito Diego Monelli - concludono Bisogni e Annunziata - esprimiamo piena soddisfazione per lo strepitoso risultato raggiunto, che ci auguriamo possa finalmente contribuire a chiarire le reali dinamiche delle complessive vicende oggetto del procedimento penale iscritto nei confronti di Monelli, dei suoi familiari e di altri soggetti. Cogliamo l’occasione per ribadire con forza e fermezza l’assoluta estraneità di Diego Monelli rispetto a tutte le contestazioni mosse nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica di Livorno, parte delle quali risultano già smentite e disattese in virtù dell’ordinanza da ultimo assunta dal Tribunale del Riesame».

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