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La sentenza

Fausta Bonino, confermato l’ergastolo all’infermiera che uccise quattro pazienti – Video

Fausta Bonino, confermato l’ergastolo all’infermiera che uccise quattro pazienti – Video

Il processo di appello bis a Firenze ricalca il giudizio del primo grado. Dosi massicce di eparina causarono emorragie letali

29 maggio 2024
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PIOMBINO. Confermata oggi, mercoledì 29 maggio, la sentenza di primo grado nel processo di appello bis all'infermiera Fausta Bonino, condannata all'ergastolo per quattro casi di decessi di pazienti.

La sentenza arriva per quattro delle dieci morti avvenute tra il 2014 e il 2015 che le venivano contestate dalla Procura di Livorno e poi assolta con formula piena proprio dalla Corte d’Assise di Appello, prima che la Corte di Cassazione, nel maggio del 2023, decidesse di annullare la sentenza del tribunale fiorentino.

È stato un anno lunghissimo quello intercorso tra la sentenza della Cassazione e la nuova udienza della Corte d’Assise di Appello di Firenze di oggi. Un ritorno nel tunnel per l’ex infermiera che, dopo essere assolta, è tornata sulla graticola. E un nuovo supplizio anche per i familiari che da anni attendono che sia fatta luce una volta per tutte sulle morti in corsia, dovute a massicce somministrazioni di eparina che hanno causato emorragie letali nei pazienti dell’ospedale. 

Il processo

Lo scorso mese di novembre la Cassazione ha pubblicato le proprie motivazioni sulla decisione presa lo scorso maggio di accogliere il ricorso presentato dalla Procura generale di Firenze, annullando la sentenza di assoluzione ottenuta in appello dall’infermiera nel gennaio 2022. Alla base della decisione della Cassazione di annullare l’assoluzione - riaprendo di fatto l’iter giudiziario - c’era la mancanza di «motivazioni rafforzate» (questa la formula utilizzata dai giudici romani) nella sentenza di assoluzione rispetto a quanto sancito dal giudice di primo grado relativamente sia alla modalità che ai tempi della sospetta somministrazione dell’eparina ai pazienti poi deceduti. Inoltre il fatto che le morti nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Villamarina siano cessate «una volta allontanata dal reparto (Fasuta Bonino, ndr), prima in aspettativa per malattia, poi trasferita e infine sospesa dal servizio» per la Cassazione è stato «svalutato dalla Corte territoriale con ragionamento ipotetico».

I fatti e le vittime

Le morti sospette sono avvenute tra il 2014 e il 2015. A uccidere i pazienti del reparto di rianimazione, secondo gli inquirenti, dosi massicce di eparina, un farmaco anticoagulante che avrebbe causato delle emorragie fatali. Il primo responso dei giudici arriva il 19 aprile del 2019. Bonino, che nel frattempo viene sospesa dalla Asl Toscana Nord Ovest e non lavora più nel reparto di rianimazione, viene condannata in primo grado all’ergastolo per quattro omicidi sui dieci che gli venivano contestati (Franca Morganti, Mario Coppola, Angelo Ceccanti e Bruno Carletti). Per gli altri sei "il fatto non sussiste". La storia, tuttavia, è destinata a cambiare. Il 24 gennaio del 2022, in Corte d’Assise d’Appello, i giudici accolgono il ricorso dopo aver condiviso le argomentazioni dell’avvocato Nardo. L’infermiera, per i giudici, è innocente «perché non ha commesso il fatto». Per i giudici qualcuno ha ucciso i pazienti di Villamarina, ma non è stata Fausta.  Sembra il finale di una storia dolorosa per tante famiglie e per la nostra città. Non per i giudici della Corte di Cassazione che, circa un anno fa, hanno annullato la sentenza di secondo grado. Oggi il tribunale d’Appello è tornato alla decisione presa in primo grado: Bonino è colpevole dell’omicidio di quattro persone.

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