In casa aveva una serra con 51 piantine di marijuana: condannato 43enne di Campiglia
Pena di un anno e otto mesi di reclusione per l’uomo
CAMPIGLIA MARITTIMA. Un anno fa, insieme alla compagna, era stato arrestato con 51 piantine di marijuana in casa. E nei giorni scorsi è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione. Questa la pena decisa dalla giudice Rosa Raffaelli per il quarantatreenne palermitano Alessandro Ferroni, che insieme alla compagna lucchese Barbara Norci – residente a Livorno, 55 anni e in attesa del giudizio in rito abbreviato – secondo l’accusa avevano trasformato una stanza del loro appartamento di via Burattelli, a Campiglia Marittima, in una vera e propria piantagione di cannabis. «In una delle camere – riepilogarono i carabinieri dopo il sequestro della droga – sono state scoperte tre serre da interni computerizzate, complete di illuminazione, riscaldamento e aerazione, contenenti 51 piante di marijuana, alcune alte 80 centimetri che presentavano già lo sviluppo delle foglie. Inoltre sono stati rinvenuti 49 grammi della stessa sostanza, nonché materiale per la produzione, la coltivazione e il confezionamento dello stupefacente, oltre a un bilancino digitale, evidentemente da utilizzare per l’eventuale frazionamento per il successivo spaccio».
Ferroni – disoccupato e all’epoca dei fatti percettore del reddito di cittadinanza – subito dopo l’arresto in flagranza di reato era stato portato in ambulanza all’ospedale di Piombino con delle ferite al volto, conseguenza probabilmente di un dissidio con la cinquantacinquenne. Per altro i militari dell’Arma erano sopraggiunti nell’appartamento in supporto del 118, che aveva richiesto il loro intervento, poi il quarantatreenne siciliano avrebbe dato in escandescenze sia contro i volontari arrivati per curarlo con il mezzo di emergenza, sia verso i carabinieri della stazione di Venturina Terme, che lo hanno fermato.
All’uomo, subito dopo l’udienza di convalida dell’arresto in tribunale, era stato imposto l’obbligo di dimora (ora decaduto) ed è difeso dall’avvocato Nicola Giribaldi. Norci – difesa dallo stesso legale livornese – era invece stata subito rimessa in libertà dal giudice per le indagini preliminari e al momento è indagata per lo stesso reato in concorso con Ferroni, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, in attesa che si definisca il processo di primo grado in rito abbreviato, con lo sconto automatico di un terzo della pena.
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