Il caso

Trentunenne di Piombino con la sindrome di Down cacciato dall’aereo dopo un malore. Lo sfogo del padre

Leonardo Lotti, a destra, con (in senso orario) Sabrina Gamberoni, Fabrizio Lotti e Angelo Bruschi
Leonardo Lotti, a destra, con (in senso orario) Sabrina Gamberoni, Fabrizio Lotti e Angelo Bruschi

La storia di Leo fa arrabbiare la città e la famiglia chiede i danni a Qatar Airways

02 aprile 2023
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PIOMBINO. Leonardo Lotti guarda avanti, non è un tipo abituato a piangersi addosso. Ma le esperienze brutte, spesso, lasciano dei segni invisibili. E quel volo Phuket-Roma terminato ancor prima di iniziare, per il 31enne di Piombino, affetto dalla sindrome di Down, è stata davvero un’esperienza traumatica. Per lui e per i suoi genitori. È il 5 marzo. Dopo una vacanza trascorsa tra Cambogia e Thailandia, si riparte per Roma a bordo di un aereo della Qatar Airways. Ma pochi minuti prima del decollo Leo non si sente bene e vomita nel sacchetto messo a disposizione dalla compagnia aerea. È l’inizio di un incubo.

Una storia che ha già degli strascichi giudiziari, visto che l’avvocato Cristina Pozzi alla quale si sono rivolti i genitori Sabrina Gamberoni e Fabrizio Lotti, titolare dello stabilimento balneare La Capannina, ha già diffidato dalla compagnia aerea qatariota e segnalato il caso ad Enac. Il motivo? Leonardo, Fabrizio, Sabrina e perfino l’amico di famiglia Angelo Bruschi sono stati costretti dall’equipaggio a scendere dall’aereo e accompagnati fuori dall’aeroporto di Phuket, dopo il ritiro e l’annullamento delle carte di imbarco. Dopo che Leonardo ha avuto l’attacco di vomito sono venute le hostess della compagnia aerea e hanno detto che sarebbe venuto un medico a bordo. A raccontare la storia è Fabrizio, il padre di Leonardo. «Poi ci hanno detto di scendere dall’aereo senza darci spiegazioni».

Di colpo i quattro piombinesi si sono trovati fuori dallo scalo tailandese, con le carte di imbarco stracciate. Tanto che sono loro a contattare l’agenzia viaggi C2Travel di Piombino per trovare, non senza difficoltà, un aereo che prenderanno dopo quattro giorni infernali, trascorsi in un hotel di fortuna. Giorni agitati per Leonardo, cardiopatico e fragile, che ha vissuto nel senso di colpa. «Colpa del suo babbo che non sa tenere a bada la lingua – racconta il padre Fabrizio – quando eravamo a bordo dell’aereo mi è venuto spontaneo di dirgli “Leo, ma non potevi vomitare in bagno?”. Ha preso male quella frase scappata. Quando abbiamo preso l’aereo per Roma, quattro giorni dopo, si era nascosto in bagno, questo per rendere l’idea di come ha vissuto l’esperienza precedente».

Nel frattempo, nei quattro giorni di “purgatorio” tra un volo e un altro, Leonardo era stato visitato in una clinica in Thailandia: stava bene e poteva volare. Solo che l’aereo era ripartito il giorno prima senza di lui. Quando al padre si chiede se alla base di tutto questo vi sia la discriminazione nei confronti di un ragazzo down, la risposta è chiara. «Non lo so, non sono in grado di dirlo – dice – ma una persona fragile ha bisogno di assistenza, non del trattamento che abbiamo ricevuto». L’avvocato Pozzi, invece, è un filo più netta. «Il sospetto di una discriminazione c’è, è innegabile – spiega – il punto, tuttavia, non è solo questo. Quello che è totalmente mancata è l’assistenza. Leo e i genitori sono stati abbandonati fuori dall’aeroporto. Lo stesso è accaduto perfino al loro amico Angelo, che non ha vincoli di parentela con nessuno di loro». La diffida con richiesta di risarcimento danni inoltrata alla Qatar Airways, al momento, non ha avuto riposta. Nel frattempo l’avvocato si sta preparando per la causa.

Leonardo da giorni è tornato nella sua Piombino. Si vede spesso in sella alla sua inseparabile bicicletta. Ha ripreso a lavorare col babbo per preparare l’inizio della stagione balneare sulla spiaggia di Perelli. Il peggio è passato. Nonostante questo la famiglia Lotti e l’avvocato Cristina Pozzi hanno intenzione di arrivare fino in fondo a questa storia. «Qui non si tratta di andare a caccia di risarcimenti – spiega l’avvocato Pozzi – ma di accertare la verità dei fatti e la condotta illecita della compagnia, in modo che episodi del genere non possano accadere a dei ragazzi con fragilità. Il volo era diretto verso una destinazione comunitaria e c’è un regolamento da rispettare. Non possiamo passarci sopra».

Nel frattempo, sui social, tantissimi piombinesi hanno voluto sostenere con messaggi il 31enne, indignati per quanto accaduto. «Siamo con voi, Forza Leo!».

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