Il Tirreno

la rassegna 

I ragni di ferro di Milanesi illuminano la settimana di Art in Borgo a Suvereto

Sara Chiarei
I ragni di ferro di Milanesi illuminano la settimana di Art in Borgo a Suvereto

Domani il paese medievale diventa una galleria a cielo aperto e ospita le opere realizzate da autori arrivati da tutta Italia

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Sara Chiarei

SUVERETO. In attesa dell’appuntamento di domani con “Art in Borgo a Suvereto”, il borgo medievale sta preparandosi all’evento ospitando per l’intera settimana l’artista Daniele Milanesi, guest star di questa edizione 2021. Nato a Milano, dove è rimasto fino all’età di venti anni, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Brera e poi ha iniziato a viaggiare vivendo per due anni a Gerusalemme. Tornato in Italia è passato da Pavia per trasferirsi infine a Modena per amore. Galeotta fu infatti la città emiliana dove anni fa ha allestito una mostra che gli ha fatto conoscere sua moglie. Tutte le esperienze accumulate lo hanno portato non solo a formarsi come scultore e designer (creando sempre pezzi unici) ma anche a sviluppare una vera e propria filosofia, la “Materiosofia” in cui al centro viene posto il materiale utilizzato per il quale rivela grande attenzione e rispetto. Ha inoltre insegnato allo IED di Milano e al L.Un.A . (Libera Università delle Arti) di Bologna.

«Il filo conduttore della mia arte – spiega Milanesi – è proprio l’interesse per i materiali (vetro, ferro, marmo) che cerco di far esprimere in maniera innovativa. Su tutti ammetto di avere una passione per il ferro, perché estremamente versatile ma anche perché avevo un amico maniscalco che mi ha insegnato a lavorare il ferro a caldo, questa è rimasta la mia base di lavoro cui spesso vado ad associare altro tipo di materiale. A un certo punto – prosegue Milanesi – mi sono accorto che i materiali hanno una loro sensibilità, da me ribattezzata “materiosofia” e nell’attimo in cui si attribuisce al materiale la capacità di influenzarci emotivamente, è come se scambiassimo il ruolo tra soggetto e oggetto». Amore per la materia, qualunque essa sia, che fa rima con ecosostenibilità e attenzione all’ambiente, dettati anche da un certo fastidio per lo spreco. «Le risorse naturali si stanno assottigliando, i prezzi schizzano alle stelle – dice Milanesi – e se io col mio lavoro posso aiutare a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, sono felice di farlo”. Uno dei soggetti privilegiati dell’artista sembra essere il ragno, o più precisamente gli opilioni. «Soffro di aracnofobia, e questo è un modo per esorcizzare la paura – sottolinea Milanesi – hanno delle zampe molto lunghe che si prestano benissimo a venire interpretate col metallo riciclato e il cui corpo può essere qualsiasi cosa. Qui a Suvereto ne ho portato uno ma la sfida è riuscire a realizzarne un altro più grande in questi giorni con un “pezzetto di Suvereto” (di cui mi sono innamorato a prima vista), ovvero utilizzando uno o più materiali tipici di questo borgo, come le pietre o le bottiglie in omaggio alla cultura enogastronomica del territorio. Non sono certo di farcela dato il poco tempo a disposizione, ma ci voglio provare».

Appuntamento, dunque, per domani dalle 11 alle 19 con Milanesi e con tutti gli altri artisti che animeranno l’evento, patrocinato dal Comune e organizzato dall’associazione commercianti Suvereto, in particolare dalla presidente Moira Serini, Sonia Marchetti e Marco Ticciati.



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