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I colori di un gesto Dedica un disegno alla portalettere durante il lockdown

I colori di un gesto Dedica un disegno alla portalettere durante il lockdown

L’incontro tra le due protagoniste nella sede delle Poste  L’autrice: «Un modo per rappresentare la mia vicinanza»

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Un gesto colorato, contro la paura e l'isolamento. Si deve riavvolgere il filo dei ricordi al 25 marzo per coglierne il senso. Da un paio di settimane tutta l’Italia è chiusa in casa per effetto del primo decreto del governo per contrastare la pandemia da covid-19, diventato noto ai più come lockdown. La portalettere Barbara Micheli, 50 anni di cui 20 trascorsi in Poste Italiane, come ogni giorno è in servizio nella zona di Venturina Terme e Campiglia Marittima. Su una cassetta postale trova un disegno raffigurante un arcobaleno dedicato a lei, con la scritta: “Per la nostra postina: grazie per il lavoro che fai, specialmente adesso! Andrà tutto bene”. A distanza di sei mesi da quei drammatici momenti, la portalettere Barbara, il direttore del Centro di distribuzione di Piombino Iury Cafalli e una rappresentanza di colleghi, hanno incontrato l’autrice di quel gesto semplice quanto carico di significato, per ringraziarla personalmente.

L'iniziativa per dare un po’ di colore a una situazione grigia si deve a Martina Boscaglia, 33 anni impiegata di Venturina. «Eravamo tutti chiusi in casa e molto spaventati – racconta Boscaglia –, perché nei primissimi momenti dopo il lockdown ancora non ci rendevamo bene conto di quello che ci stava accadendo. Eppure, tutti giorni Barbara e i suoi colleghi, da soli e in paesi totalmente deserti, vincevano le loro personali paure per recapitare a noi tutto ciò di cui avevamo bisogno senza uscire da casa». Che aggiunge: «Il disegno per me è stato un gesto che ha rappresentato la mia personale vicinanza, una carezza a tutti i portalettere d’Italia».

Una carezza che a distanza di tempo ha commosso Barbara e tutti i colleghi del Centro di distribuzione di Piombino nel corso dell’incontro tra i protagonisti di questa storia, giovedì 24 settembre.

«Conosco Martina fin da piccola – dice Micheli –. La sua mamma Clorinda Nevicoso, è stata impiegata di Poste Italiane prima all’Elba e poi a Venturina. Vedendo il suo disegno mi è tornato in mente quando da bambina, appena possibile, raggiungeva la sua mamma in ufficio postale. Era molto dolce, ha mantenuto intatta la sua dolcezza anche da donna adulta e quel gesto di vicinanza mi ha dato la spinta per poter continuare a svolgere il mio lavoro, in un momento così drammatico per tutti». Che aggiunge: «Io ed i miei colleghi eravamo molto spaventati, per noi ma soprattutto per i nostri cari a casa, nonostante l’azienda sin da subito ci avesse fornito tutti i dispositivi di protezione. Sentire il calore e l’affetto dei cittadini come Martina ci ha aiutato a sentirci meno soli».

Il disegno di Martina non è passato inosservato: pubblicato sui social, è stato notato anche dal corriere di una ditta privata che consegnava pacchi, il quale un giorno le ha candidamente chiesto se il disegno valesse anche per lui. La risposta ovviamente è stata affermativa. —



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