Il Tirreno

scavo d’emergenza 

Scoperta una nuova tomba col corredo dedicato a Fufluns

Cecilia Cecchi
Scoperta una nuova tomba col corredo dedicato a Fufluns

Erosione e cattivo tempo, il personale della Soprintendenza ha trovato una olla Recuperati dagli archeologi Trust Sostratos scheletro e 15 pezzi ben conservati  

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Cecilia Cecchi / BARATTI

Una olla, vaso di uso comune in genere panciuto e col coperchio. Utile cucina per cuocere vivande o conservare cibi, per gli Etruschi ed i Romani. Quando a vederla sbucare dalla sabbia tra il Casone e il Fontino – sabato mattina – è stato il personale della Soprintendenza archeologica... Allarme immediato, impegnando gli archeologi Trust Sostratos.

Brutto tempo ed erosione rischiano di trasformare il Golfo di Baratti nel supermarket di reperti archeologici. Non si contano i controlli. Soprattutto in quest’area vasta dove si può sempre scoprire qualcosa di nuovo da tutte le epoche. A metà di ciò che resta dell’arenile, al Casone, si trova un insediamento artigianale risalente alla prima età del ferro. A poca distanza una necropoli che risale al V secolo avanti Cristo. Intorno alla Chiesina di San Cerbone – studi dell’Università dell’Aquila – qualcosa come 350 sepolture in 8 metri per 10, da moltiplicare per i tre restanti lati della cappella raccontano una Baratti viva e operante pure nel Medioevo.

In località Ficaccio, nel luglio scorso, scavo d’emergenza per una sepoltura etrusca a fossa, di età orientalizzante probabile terzo quarto VII secolo a. C. (sempre Trust Sostratos in tandem con la Soprintendenza). Nel caso pure un corredo etrusco da signora; tutto in salvo grazie alla segnalazione di un turista.

«Stavolta – spiega Andrea Camilli, funzionario per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per Pisa e Livorno – si trattava di una fossa, una sepoltura parzialmente nota. La falesia sta indietreggiando e negli ultimi anni un gruppo di sepolture della fine del IV inizio III secolo a. C. diventa sempre più a rischio perché sono collocate pochi metri sotto il pratone. Tra il Casone e la Chiesina, passando dal Fontino c’è un’ampia necropoli. A causa dell’erosione è facile che altre sepolture vengano portate alla luce. Da qui – assicura Camilli – i controlli costanti del nostro personale».

Dunque sabato 26 settembre. «Richiesta – conferma Camilli – la collaborazione per il recupero e la messa in sicurezza professionisti disponibili del team Sostratos già qui in zona per altri interventi. Massima documentazione e i pezzi sono già in pulizia. Corredo quasi integro, solo alcune scheggiature su una brocca».

A Baratti insieme agli archeologi Lorenzo Benini, imprenditore e fondatore del Trust di Scopo Sostratos: «Sembrerebbe un uomo di 30 e 35 anni, alto intorno al metro 65 con qualche problema fisico – ricorda – Uno scheletro ben conservato: nella sabbia questi resti si mantengono molto bene perché c’è alternanza tra umidità e secco. Questo particolare corredo fa pensare che si tratti di un etrusco che si porta dietro un certo tipo di comportamento, che non appartiene ai romani. Un uomo con 15 pezzi del corredo legati al simposio, le celebrazioni, un legame con Populonia molto forte. Pezzi sovra dipinti dedicati a Fufluns, dio etrusco del vino, della seconda metà del IV secolo a. C. Perà – sottolinea Benini – non si può continuare a intervenire in emergenza, ci vuole un piano organico per proteggere la spiaggia permettendo studi adeguati. La Soprintendenza ha trovata la grossa olla in ceramica, scavando abbiamo rivelato un piede e poi risalendo il resto... sbrigandosi a recuperare prima che il mare lo portasse via. Basta».

Fufluns, dio etrusco del vino. Fufluna o Pupluna, Populoni. Museo ovunque. –

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