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Alla sommità del masso il tettino in eternit rischia di sbriciolarsi

Alla sommità del masso il tettino in eternit rischia di sbriciolarsi

In uno dei punti panoramici più affascinati dell’isola, dove si ammirano  il giglio arancione di S. Giovanni non manca il degrado

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PORTOFERRAIO

Masso alla Quata o Guata; 700 metri sul livello del mare ad ovest dell'Elba. Una zona paradisiaca dell'isola: da quelle parti, 100 metri più in alto, verso la Galera, sulle pendici del Monte Capanne, è ammirabile anche il giglio arancio di San Giovanni d'altura.

Da lassù panorami unici su Pianosa e la Corsica e oltre. Ma alla sommità del grande masso, incredibile ma vero, esiste un tettino in eternit. Lo segnala Nadia che fa da guida volontaria, spesso, a piccoli gruppi di amici. Sopra l'enorme pietra granitica è stato realizzato da qualcuno, un casottino che ha un tetto in eternit come mostrano le immagini. Un neo che senza dubbio andrà estirpato perché questo materiale è stato ormai vietato dalla legge, nelle costruzioni e in qualunque altro uso. È noto che se si sfaldano le sue particelle possono risultare cancerogene se respirate dagli umani. È ovviamente necessario eliminare prima possibile una cosa del genere, così assurda per un'isola che vorrebbe essere regina dell'ambiente naturale. E come detto oltre tale zona, più in alto, si può ammirare una meraviglia delle meraviglie, il giglio arancione di San Giovanni, fotografato tempo addietro dall'ex comandante del Corpo Forestale Renato Giombini, ora pensionato, che ha concesso al Tirreno quelle immagini del raro fiore e dice: «Anni fa lo fotografai in luglio alla Galera». —

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di Redazione web