Il Tirreno

«Vanno evitati gli allarmismi, ecco quali sono i contatti pericolosi»

Luigi Genghi*; *Responsabile Igiene e sanità pubblica per la Zona Elba

Il responsabile Igiene e Sanità pubblica dell’Asl Luigi Genghi spiega le misure da tenere per vivere questa fase con serenità 

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L’intervento

Luigi Genghi*

Visto che riceviamo continuamente telefonate di persone allarmate che sostengono di aver avuto un contatto con persone risultate positive, mi sembra giusto chiarire che per contatto s’intende stare assieme per almeno 15/20 minuti, a distanza inferiore di 1,50 metri e magari privi di mascherina. Passare accanto con mascherina e salutarsi al volo, mangiare in un ristorante ove il presunto positivo ha lavorato, ed è stato proprio questa persona, munito di mascherina, a prendere l’ordine, a servirvi le portate o magari a parlare con voi a debita distanza per pochi minuti, non è identificabile come contatto.

Tale chiarimento è opportuno per tranquillizzare tutti coloro che, magari giustamente preoccupati, vivono con panico le situazioni che, purtroppo ancora oggi, si ripresentano rispetto al Covid19. È sempre compito delle professionalità deputate, sulla scorta della suddetta definizione, individuare i contatti reali. Per fare ciò effettuano opportune indagini epidemiologiche: per centrare questo obiettivo, però, si deve avere il supporto di tutti. Se a qualcuno vengono rivolte delle domande è necessario ottenere risposte giuste, sincere e rispondenti alla verità. Tali risposte non verranno analizzate per capire se si sono compiute azioni poco lecite o se si è lavorato senza essere assicurati o ad altri scopi se non quello della salute dell’intervistato e di tutti coloro che lo circondano nel contesto sociale. Per la popolazione tutta, compresi anziani e bambini piccoli. Anzi, mi permetto di sottolineare che, proprio il caso contrario, la reticenza può, anzi viene, punita come da codice penale. Anche nella siffatta fattispecie, senza se e senza ma. Infine, non c’è necessità di sapere le generalità di quelle persone che, poverine, sono colpite dalla positività o gli eventuali posti di lavoro dove le stesse esercitavano: è il caso stesso che, nel rispetto di quanto sopra indica gli eventuali contatti e le situazioni nelle quali ciò è avvenuto. L’autorità, poi, contatterà le persone indicate. Il voler conoscere generalità o fatti non ha nessun senso se non quello, spesso, di voler sanare una inconscia curiosità, soprattutto laddove non si è avvezzi alla esatta definizione prima richiamata. Pertanto in mancanza di chiare e veritiere indicazioni da parte dell’interessato si può essere costretti ad adottare precauzioni che in situazioni normali e con le giuste informazioni, non sarebbero prese perché poco inerenti situazioni di rischio: spesso per la paura di essere stati contagiati ci si autodefinisce contatto anche se ci si è semplicemente incrociati al supermercato.

Abbiamo superato brillantemente una fase pericolosissima della pandemia ed ora tutto continuerà ad andar bene, se riusciremo a rispettare tutte le regole di distanziamento e di protezioni che, a quanto sembra, soprattutto in un certo target di popolazione, si sono dimenticate. Credo che anche se un po’ distanti e con la mascherina possiamo divertirci e vivere serenamente i nostri rapporti sociali. —



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